Il Giro d’Italia 2026 trova a Sofia la sua prima tregua bulgara

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   La terza tappa del Giro d’Italia 2026, la Plovdiv-Sofia di 175 chilometri, rappresenta il primo vero banco di prova per la tenuta nervosa del gruppo dopo un avvio segnato da cadute e addii pesanti. Se i primi due giorni avevano esaltato la durezza delle frazioni, con un bilancio già drammatico in termini di atleti costretti alla retirada, l’odierna frazione – che si snoda interamente sul territorio bulgaro prima del lungo trasferimento verso l’Italia – cerca di restituire alla corsa rosa un’apparente normalità. Il meteo, infatti, sembra voler assecondare questo proposito: cielo quasi totalmente soleggiato, qualche nuvola innocua e una temperatura intorno ai 23 gradi, condizioni ideali per una giornata che i corridori più prudenti definirebbero “di transizione”, almeno sulla carta.

Due anime per una sola tappa: salita a Borovets, discesa verso la capitale

Il percorso, studiato per premiare i passisti resistenti e i discesisti coraggiosi, si divide nettamente in due quadranti. La prima parte, mai piatta, presenta una successione di lievi ma costanti pendenze che conducono la carovana fino alla stazione sciistica di Borovets. Qui, il disegno altimetrico cambia registro: inizia una lunga fase in leggerissima discesa, un fluido nastro d’asfalto che diventa progressivamente più veloce man mano che ci si avvicina a Sofia. Un elemento decisivo, e non secondario, riguarda la natura delle strade: anche nei tratti montani resultano particolarmente larghe, un fattore che – incidendo sulla durata delle fasi di ricucitura – ha già spinto i velocisti a sondarsi con ottimismo. Nell’ultimo settore di avvicinamento alla capitale bulgara, poi, si entra in una zona a scorrimento rapidissimo, un lungo rettilineo che i treni dei passisti useranno come catapulta.

Yates si ferma, Vendrame torna in Italia: la classifica piange ancora

La notizia più pesante della mattinata, filtrata prima del via ufficiale, riguarda l’addio di Adam Yates. Il britannico, senza troppi proclami, non sarà al via: un ritiro che pesa come un macigno sul futuro della corsa, specialmente per le gerarchie in casa UAE Team Emirates. A rendere ancora più fosco il quadro ci pensa Andrea Vendrame, il veneto che ieri era caduto pesantemente negli ultimi trenta chilometri. Gli accertamenti hanno rivelato la frattura di tre processi traversali nella zona lombare. Lui stesso tornerà in Italia per sottoporsi ad ulteriori accertamenti e, si spera, per iniziare al più presto un percorso di recupero che però, per questa edizione, lo ha già cancellato dai tabelloni. Proprio dopo queste due batoste, l’elvetico Jan Christen – che nelle gerarchie iniziali era stato indicato come gregario di lusso – potrebbe ricoprire i gradi di capitano per la formazione di Tadej Pogacar, un’eventualità che la diretta gara chiarirà nelle prossime ore.

Velocisti in allarme: Milan, Kooij e Magnier guidano il borsino dei favoriti

Se la cronaca nera sportiva ha colpito duro, la strada di oggi chiama invece i velocisti a prendersi la scena. Sofia, con il suo arrivo cittadino su ampio rettilineo, rappresenta un’occasione ghiotta per chi non ama le grandi elevazioni. I nomi più attesi, in questo frangente, scandiscono un copione già visto: Jonathan Milan, il treno della Lidl-Trek, intende riscattare la delusione dei giorni precedenti; Olav Kooij (Jumbo-Visma) e il giovanissimo Paul Magnier (Soudal Quick-Step) sono pronti a giocarsi il tutto per tutto. A complicare gli equilibri, almeno nelle prime battute di corsa, ci pensa la fuga di giornata. Tre i battistrada delineati dopo il primo chilometro: Diego Pablo Sevilla e Alessandro Tonelli (Team Polti VisitMalta), insieme a Manuel Tarozzi (Bardiani CSF), hanno già costruito un margine sul plotone che ha superato i due minuti. Un vantaggio destinato ad aumentare, prima che le squadre dei velocisti decidano di mettersi all’inseguimento. La diretta, iniziata ufficialmente alle 12, racconterà se questi tre riusciranno a trasformare la caparbietà in risultato o se, come spesso accade, la volata di Sofia parlerà ancora una volta il linguaggio dei grammi e dei millisecondi.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.