Giro d’Italia 2026, la Calabria riparte da Catanzaro e Cosenza: Silva in rosa dopo la tappa bulgara
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Il lunedì di riposo, utile per trasferire l’intera carovana dall’est Europa al cuore del Mediterraneo, è ormai alle spalle. Da oggi, martedì 12 maggio, il Giro d’Italia riprende la sua marcia, e lo fa con la quarta tappa, la prima disputata interamente sui nostri confini nazionali: si parte da Catanzaro con destinazione Cosenza, un percorso di 138 chilometri che, dopo le prime tre frazioni in Bulgaria, restituisce la corsa rosa alle strade italiane. L’edizione numero 109, quella partita ufficialmente da Sofia (o poco prima, visto il prologo balcanico), conta ventuno tappe e si concluderà il 31 maggio a Roma, dove il circuito finale ai Fori Imperiali decreterà il successore dell’attuale leader. La maglia di leader, al momento, è sulle spalle dell’uruguayano Guillermo Silva, classe 2000 originario di Maldonado e in forza alla Xds Astana: un corridore che, per ora, tiene in sospeso qualsiasi pronostico.
Un percorso che accarezza la costa e poi s’inerpica
La frazione odierna, la Catanzaro-Cosenza, non presenta distanze estreme – 138 chilometri, ben lontani dai 203 della tappa successiva – ma cela insidie altimetriche non banali. I corridori, dopo il via, raggiungeranno senza particolari pendenze Lamezia Terme, e da lì proseguiranno lungo la costa tirrenica. È qui, superato il tratto pianeggiante, che la strada comincia a cambiare volto: l’inizio del Gran Premio della Montagna di Cozzo Tunno, infatti, rappresenta il primo vero test per gli scalatori, in una giornata che potrebbe favorire una fuga da lontano. La Calabria, dopo quattro anni di assenza dal percorso della corsa rosa, si risveglia dunque tra festa e attesa, ma dal punto di vista tecnico i velocisti puri dovranno probabilmente lasciare spazio a passisti-scalatori o a finisseur coraggiosi.
Dalla Bulgaria alla Calabria, il viaggio della carovana
La notte tra domenica e lunedì l’intera carovana è atterrata all’Aeroporto Internazionale di Lamezia Terme, con un trasferimento logistico che ha coinvolto centinaia di addetti, ciclisti e mass media. La Calabria, da oggi, diventa la porta d’ingresso del Giro in Italia, e l’entusiasmo della gente (in particolare lungo le provinciali che costeggiano il mare) si mescola alla tensione agonistica. Domani, mercoledì 13 maggio, si passerà alla quinta tappa, la Praia a Mare-Potenza, una frazione di oltre 203 chilometri che attraverserà località come Castrocucco, Lauria, Castelluccio Superiore, Francavilla in Sinni, Noepoli, Senise, Sant’Arcangelo, la Diga del Pertusillo, Viggiano e persino la Montagna di Viggiano, per poi scendere verso Calvello e Pignola. Un itinerario lungo che, di fatto, legherà Calabria e Basilicata in un solo, esteso, anello appenninico.
Silva e quella maglia rosa da difendere (o perdere)
Tornando alla classifica attuale, Guillermo Silva si presenta al via di Catanzaro con la consapevolezza di chi indossa il simbolo del primato, ma anche con l’incognita di un gruppo compatto che potrebbe attaccarlo già sui primi strappi. L’uruguayano della Xds Astana – una squadra che nelle grandi gare a tappe ha spesso cercato il colpo a sorpresa – ha retto bene le frazioni bulgare, ma il terreno calabrese (con quel Cozzo Tunno a rompere la pianura costiera) è tutto un altro racconto. Nessuno può escludere che la maglia rosa cambi di spalle già all’arrivo di Cosenza, previsto intorno alle 17.15 (partenza dalle 13.30). Quel che è certo, invece, è che l’attenzione mediatica si sposta ora sulla Rai e sulle piattaforme streaming che trasmettono l’evento, con la regia internazionale obbligata a inseguire i corridori tra i tornanti e i lunghi rettilinei del basso Tirreno.
Cronaca di un rientro atteso: il ciclismo riprende il suo corso
Per trovare una tappa interamente calabrese al Giro, occorreva tornare indietro di quattro anni. E proprio questa attesa, secondo gli addetti ai lavori, restituisce un’edizione che punta a riconquistare il pubblico delle due ruote. La cronaca odierna, invece, si limita a registrare i fatti: nessun incidente di rilievo durante il trasferimento aereo, nessun problema di ordine pubblico segnalato lungo i 138 chilometri del tracciato. D’altronde, quando il Giro attraversa regioni dove la strada è anche fatica quotidiana, la dimensione sportiva finisce per sovrapporsi a quella sociale, senza però generare polemiche o tensioni particolari. I corridori sono già in griglia di partenza, i direttori sportivi snocciolano le ultime indicazioni via radio, e la carovana rosa sta per sciogliersi tra i vicoli di Catanzaro: in fondo, queste sono le ore in cui il ciclismo parla da solo.




