Il Motomondiale 2026 torna in Brasile dopo oltre vent'anni: a Goiania si riparte per la seconda tappa

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   Dopo l'esordio thailandese di Buriram, che ha visto il dominio delle Aprilia e la vittoria di Marco Bezzecchi, il carrozzone del Motomondiale si sposta oltreoceano per quello che si preannuncia come un fine settimana ricco di incognite e fascino. La stagione 2026 della MotoGP, e con essa ovviamente anche le classi Moto2 e Moto3, riprende infatti vita sul finire di questa settimana, dal 20 al 22 marzo, in Sudamerica. La tappa in questione è il Gran Premio del Brasile, un nome che mancava dall’albo d’oro del campionato dal lontano 2004, quando si correva sul tracciato di Jacarepaguá, a Rio de Janeiro. Questa volta, però, la sede è un’altra: si torna nell’entroterra, a Goiânia, stat di Goiás, in un autodromo che, sebbene storico, è stato oggetto di una profonda e costosa ristrutturazione. L’impianto, intitolato ad Ayrton Senna, era già stato teatro di tre edizioni del GP tra il 1987 e il 1989, ma solo per le mezze cilindrate e la classe regina dell’epoca, la 500. Oggi si presenta completamente rinnovato, con un asfalto moderno e standard di sicurezza adeguati ai protocolli odierni, il tutto per un investimento che si aggira intorno ai 40 milioni di euro.

Una sfida tecnica e logistica per squadre e piloti

L’arrivo in Brasile non rappresenta soltanto un evento mediatico o una novità dal punto di vista geografico, ma costituisce una sfida tecnica di prim’ordine per tutte le squadre. Il circuito di Goiania, che si estende per 3,8 chilometri circa con le sue 12 curve, è un tracciato che i tecnici della Brembo, i quali forniscono gli impianti frenanti a tutta la griglia, classificano come particolarmente impegnativo per i freni. Nonostante le frenate violente in un giro siano solo sette, la prima staccata è una delle più dure dell’intero calendario: si passa da oltre 330 km/h a poco più di 100 in pochi metri, con i piloti che subiscono decelerazioni importanti e sono chiamati a uno sforzo fisico notevole. A complicare il quadro ci pensa la conformazione del tracciato, che presenta ben nove curve a destra e solo cinque a sinistra; un’asimmetria che mette a dura prova soprattutto la spalla destra degli pneumatici.

Per questo motivo, e per l’assenza totale di dati precedenti visto che nessuno ha mai girato qui con le moto attuali, la Michelin ha deciso di adottare una strategia prudenziale ma allo stesso tempo innovativa. Il fornitore unico di gomme, come spiegato da Piero Taramasso, ha dovuto prepararsi basandosi esclusivamente su simulazioni numeriche al computer, non avendo potuto effettuare test sul luogo. Ne è scaturita un’allocazione di pneumatici decisamente più ampia del solito: verranno portate tre opzioni di mescola all’anteriore e tre al posteriore, tutte asimmetriche con una struttura rinforzata sul lato destro, per garantire resistenza e prestazioni nonostante il carico termico elevato previsto. Le squadre avranno quindi a disposizione un ventaglio di scelte più vasto per cercare il setup ideale su una pista che, di fatto, scopriranno solo venerdì mattina.

La Moto3 e le altre classi verso il secondo atto

Se in MotoGP l’attenzione è catalizzata dal momento d’oro di Aprilia e dalle difficoltà di Ducati, non va dimenticato che il fine settimana di Goiania rappresenta la seconda uscita anche per la Moto3 e la Moto2. Nella classe leggera, dopo quanto visto a Buriram, ci si aspetta una conferma dei valori in campo, ma l’inedito tracciato brasiliano potrebbe rimescolare le carte più di quanto si possa immaginare. I giovani piloti dovranno imparare in fretta una pista che, per via della sua superficie completamente nuova e delle linee ancora tutte da interpretare, potrebbe rivelarsi insidiosa, soprattutto in caso di pioggia. Le previsioni meteo, in una regione come quella di Goiânia a marzo, non escludono infatti rovesci improvvisi, un fattore che renderebbe il weekend ancora più imprevedibile. I turni di prove del venerdì, come da programma, saranno cruciali non solo per prendere confidenza con l’asfalto, ma anche per comprendere il degrado degli pneumatici e studiare le traiettorie migliori in vista delle qualifiche del sabato e della gara di domenica, che per la Moto3 è in programma nel pomeriggio.

Organizzazione e orari per il pubblico italiano

Sul fronte organizzativo, dopo le preoccupazioni iniziali legate a delle piogge torrenziali che avevano allagato parte del paddock e della pista, gli addetti ai lavori hanno lavorato senza sosta per ripristinare le condizioni ottimali. Il sereno è tornato e con esso la certezza che il Gran Premio si svolgerà regolarmente, restituendo al Motomondiale una piazza storica come quella brasiliana, che vanta una tradizione di pubblico caldo e appassionato. Per gli appassionati italiani, la seconda tappa del campionato significherà orari serali, con la gara della domenica della MotoGP prevista per le 19:00 ora locale, che in Italia si tradurranno in le 23:00 a causa del fuso orario. Un orario insolito, che permetterà comunque di seguire le sorti del neo-leader della classifica, Pedro Acosta, e del vincitore della prima gara, Bezzecchi, in una sfida che, su un territorio neutro e sconosciuto a tutti, potrebbe già iniziare a delineare i veri equilibri di questa stagione 2026.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.