Il Motomondiale riprende in Brasile tra asfalto insidioso e gerarchie ancora tutte da scrivere
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Dopo l’esordio thailandese che aveva consegnato la prima vittoria stagionale all’Aprilia di Marco Bezzecchi, la MotoGp si prepara a scrivere il secondo capitolo del suo mondiale 2026 sul circuito di Goiânia. Oggi, sabato 21 marzo, il programma brasiliano prevede una giornata densa, destinata a condensare in poche ore prove libere, qualifiche e la gara Sprint: un format che, come spesso accade nelle prime fasi di una stagione, riduce drasticamente il margine di errore per i piloti, costringendoli a trovare il limite in un arco di tempo ristretto.
La pioggia condiziona la prima giornata, Zarco emerge tra i riferimenti
Se il meteo non ha mai messo a repentaglio lo svolgimento delle operazioni in pista, la pioggia che si è abbattuta sulla zona di Goiânia ha comunque imposto una pesante ipoteca sul venerdì di prove. Le condizioni mutevoli hanno generato un clima di incertezza palpabile tra i piloti, molti dei quali apparivano visibilmente nervosi nel tentativo di interpretare un asfalto reso insidioso dalle precipitazioni. Qualche caduta, priva di conseguenze fisiche per gli interessati, ha costellato una giornata definita strana dagli addetti ai lavori. Sulla pista brasiliana, ancora poco battuta dal circus iridato, è stata premiata l’esperienza di Johann Zarco. Il francese, che in sella alla Honda del team Cecchinello ha dimostrato una consueta dimestichezza con le superfici bagnate, ha impresso il miglior tempo nelle pre-qualifiche, imponendosi con un margine risicato – poco più di un decimo – su un Marc Marquez che ha comunque fatto capire di essere già in piena modalità gara.
Marquez e l’adattamento come arma, la rimonta difficile per Bezzecchi
La capacità di adattamento rappresenta storicamente uno dei tratti distintivi del campione del mondo in carica, e le difficili condizioni brasiliane non sembrano rappresentare un’eccezione. Indipendentemente che si trovi a dover gestire un asfalto asciutto, uno completamente bagnato o una pista in evoluzione con traiettorie ancora incerte, il pilota della Ducati ha offerto nelle prime uscite una dimostrazione di come l’esperienza possa trasformare un potenziale ostacolo in un vantaggio. Dall’altra parte del box, il compagno di squadra Pecco Bagnaia, reduce da un nono posto in Thailandia che sa di riscatto, cercherà invece di invertire una tendenza che sin qui lo ha visto meno incisivo. Ben diverso è il copione per Marco Bezzecchi: dopo il trionfo di Buriram, dove aveva preceduto le KTM di Pedro Acosta e Augusto Fernandez, il pilota dell’Aprilia si trova ora a dover fronteggiare un avvio di weekend complicato. La sua posizione nelle pre-qualifiche lo costringerà a passare attraverso il setaccio della Q1, un percorso accidentato che renderà la risalita ai piani alti della griglia particolarmente complessa.
Qualifiche e Sprint, l’incertezza domina il day-2 di Goiânia
La seconda giornata si apre con un pronostico più aperto che mai. Il risultato delle pre-qualifiche, che avevano visto il francese Zarco imporsi su un Marquez comunque presente e determinato, ha confermato come il margine di manovra sia estremamente limitato. La variabile meteorologica, capace di stravolgere le gerarchie in pochi minuti, si conferma l’elemento imprevisto più temuto dai team, ma anche quello che potrebbe favorire chi, come Marc Marquez, ha fatto del limite una professione. Per i piloti, il passaggio attraverso le qualifiche sarà determinante: chi riuscirà a garantirsi una posizione nelle prime file potrà gestire la Sprint con una prospettiva diversa, mentre chi sarà costretto a recuperare si troverà ad affrontare una gara breve, senza respiro, sulla scia di un asfalto che già nella giornata di venerdì ha mostrato tutte le sue insidie.




