Gp Brasile, Acosta il più veloce nel primo contatto con l’asfalto di Goiania
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Redazione Sport
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La prima sessione di prove libere del Gran Premio del Brasile, disputata sul circuito intitolato ad Ayrton Senna a Goiania, ha consegnato un verbo iniziale che parla spagnolo ma con un accento tutto austriaco. Pedro Acosta, alla guida della KTM, ha fermato il cronometro sul tempo di 1’26”688, imponendosi al termine di una sessione che, iniziata con un’ora di ritardo a causa delle avverse condizioni meteorologiche, ha offerto uno spaccato significativo delle insidie e delle opportunità offerte dal nuovo tracciato. la pista, tornata a ospitare la classe regina dopo 37 anni dall’ultima apparizione nel calendario iridato, si è presentata ai piloti con un asfalto ancora umido e con chiazze d’acqua persistenti, nonostante le piogge abbiano cessato di cadere prima del via ufficiale delle operazioni in pista. In questo contesto di adesione incerta, la classifica ha subito continui capovolgimenti nel finale, momento in cui le condizioni del manto stradale hanno iniziato a migliorare sensibilmente, permettendo l’azzeramento dei riferimenti cronometrici. A beneficiarne è stato proprio il centauro spagnolo della KTM, che ha piazzato il suo attacco decisivo alla bandiera a scacchi, precedendo di soli 87 millesimi un inaspettato Jack Miller.
La scelta di Miller con le slick e l’ascesa di Bezzecchi
L’australiano della Yamaha, che ha rappresentato una delle poche eccezioni nella scelta degli pneumatici, è stato l’unico a percorrere buona parte del turno con gomme da asciutto, una scommessa che nel finale lo ha proiettato al secondo posto, dimostrando come la pista stesse offrendo un grip superiore a quello previsto nelle fasi iniziali. A completare il podio virtuale di queste prime libere è stato Marco Bezzecchi. Il pilota romagnolo, in sella all’Aprilia, ha chiuso con il terzo tempo (1’26”918), piazzandosi davanti alla Ducati ufficiale di Marc Marquez, quest’ultimo scivolato al quarto posto dopo aver occupato la vetta per gran parte della sessione.
L’adattamento al tracciato brasiliano, caratterizzato da un layout sinuoso e da un asfalto descritto come “nuovo di zecca”, ha messo in luce le diverse strategie di approccio al venerdì di prove. Se per larghi tratti Marc Marquez aveva imposto il proprio ritmo, la sferzata finale di Acosta ha ridisegnato una gerarchia che vede ben quattro marchi diversi racchiusi nei primi quattro posti: KTM, Yamaha, Aprilia e Ducati. Più staccato, in nona posizione, si è classificato Francesco Bagnaia, il quale, insieme al resto dello schieramento, ha dovuto fare i conti con un circuito reso ancora più insidioso dalle precipitazioni abbondanti che nei giorni precedenti avevano allagato parte delle aree del paddock e del tracciato stesso, sollevando interrogativi sulla tenuta delle vie di fuga e sulla pulizia dell’asfalto.
Le difficoltà di una pista ancora in fase di rodaggio
L’asfalto del “Autódromo Internacional Ayrton Senna”, pur essendo stato completamente rifatto per l’occasione, conservava ancora residui di polvere e terra portati dall’acqua, elementi che hanno reso la ricerca del limite un esercizio di pazienza più che di pura potenza. La sessione, della durata di un’ora e prolungata di 15 minuti per consentire ai piloti di prendere confidenza con la nuova configurazione, ha visto molti centauri optare per gomme da bagnato per gran parte del tempo, attendendo l’evoluzione della pista prima di tentare l’attacco al crono.
La cautela è stata la parola d’ordine, anche a causa della scarsa conoscenza pregressa del tracciato, che nessuno dei piloti attuali aveva mai calcato in regime di gara con le moto della classe regina. La scelta di Miller di montare le slick ben prima dei rivali ha fornito un dato prezioso sulle condizioni del manto, innescando poi la girandola di tempi rapidi che ha caratterizzato gli ultimi minuti. In questo frangente, Acosta ha espresso la sua capacità di essere incisivo anche in condizioni di aderenza variabile, confermando lo stato di forma che lo vede attuale leader del mondiale.
Ducati in agguato e il peso del nuovo layout
Nonostante la quarta posizione finale, Marc Marquez ha dato dimostrazione di un passo costante, rimanendo per larghi tratti in testa ai rilevamenti, mentre Franco Morbidelli ha completato la prestazione delle Ducati con il quinto tempo. Il circuito, che conta una prevalenza di curve a destra rispetto a quelle a sinistra, rappresenta una variabile tecnica non trascurabile per gli assetti delle moto, imponendo un bilanciamento delle sospensioni diverso rispetto ai tracciati tradizionali.
La sessione si è conclusa senza incidenti di rilievo, con i piloti che hanno progressivamente limato i propri riferimenti in vista della sessione pomeridiana, quella che assegnerà i primi dieci posti per l’accesso diretto alla Q2. Il meteo rimane comunque l’incognita principale: le previsioni per il resto del weekend, in una regione nota per le piogge abbondanti in questo periodo dell’anno, potrebbero ancora condizionare lo svolgimento delle qualifiche e delle gare.




