Acosta beffa tutti all’ultimo: miglior tempo nelle fp1 bagnasciutte in Brasile
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Redazione Sport
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La pioggia che aveva trasformato l’asfalto in uno specchio d’acqua prima dell’inizio delle operazioni ha finito per disegnare una classifica ingannevole, almeno per chi aveva dato per scontato l’ordine costituito dopo i primi giri. La prima sessione di prove libere del Gran Premio del Brasile, seconda tappa del mondiale 2026 che si corre sull’Autodromo Ayrton Senna di Goiania, ha offerto una fotografia provvisoria ma densa di indicazioni: a vincere questa prima, piccola sfida a cronometro è stato Pedro Acosta. Il leader della classifica generale, al volante della sua KTM, ha atteso l’ultimo istante utile per piazzare il colpo decisivo, confezionando il miglior tempo (1’26”688) proprio quando la bandiera a scacchi stava per sventolare.
Un finale in rimonta sull’acqua che si ritira
Le condizioni al via erano complesse: la pista, ancora umida e con chiazze d’acqua visibili lungo la traiettoria, aveva spinto la maggior parte dei piloti a iniziare con gomme da bagnato. Solo nel corso del quarto d’ora finale, con il tracciato in progressivo asciugamento, si sono intraviste le prime coperture slick, ma l’affidabilità delle mescole rain è rimasta un fattore determinante per buona parte della classifica. In questo scenario di incertezza tecnica, Acosta ha orchestrato la sua rimonta standosene in agguato per tutta la sessione, per poi scattare all’ultimo tentativo utile, quello che gli ha consentito di arginare tutti i diretti concorrenti.
Miller e Bezzecchi completano il podio virtuale
A completare la top three di questa prima sessione ci sono due outsider di lusso, capaci di approfittare del finale serrato. Jack Miller, in sella alla Yamaha del team Pramac, ha conquistato la seconda piazza con un tempo che lo colloca a sorpresa tra i protagonisti, sfruttando anch’egli l’ultimo giro lanciato per strappare una posizione che sembrava già assegnata. Subito dietro, terzo a 230 millesimi dal leader, si è piazzato Marco Bezzecchi con l’Aprilia, autore di una prestazione solida che ha permesso alla casa di Noale di piazzarsi immediatamente nelle posizioni che contano.
Marc Marquez paga l’assalto finale dei rivali
A fare le spese di questo assalto finale è stato soprattutto Marc Marquez. Il campione del mondo in carica, sulla Ducati ufficiale, era stato il più veloce per quasi tutta l’ora di lavoro in pista, tenendo costantemente il comando delle operazioni e dando l’impressione di controllare agevolmente il turno. Il suo quarto posto finale, a soli 287 millesimi dalla vetta, racconta di una prestazione comunque di vertice ma che non è bastata a resistere all’accelerazione improvvisa degli inseguitori negli ultimi secondi. Più staccato, nono a 891 millesimi, Francesco Bagnaia ha invece concluso un turno interlocutorio, in attesa di condizioni più stabili per esprimere il proprio potenziale.




