Salvini attacca la Consulta sulla fecondazione assistita: "Sentenza politica e di parte"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Matteo Salvini non ha usato mezzi termini nel definire "politica e di parte" la decisione della Corte costituzionale che ha riconosciuto il diritto di due madri di essere entrambe iscritte come genitrici di un figlio nato da procreazione medicalmente assistita all’estero. "Io rivendico la libertà di amore, di affetto per tutti, viva l’amore libero e consapevole", ha detto il leader della Lega a Genova, sottolineando però che "il diritto del bambino è quello di venire al mondo se ci sono una mamma e un papà". Per Salvini, la sentenza riflette una posizione ideologica, sostenuta da "tantissimi giuristi" che invece la pensano diversamente.

La pronuncia della Consulta, che ha dichiarato incostituzionale parte dell’articolo 8 della legge 40 del 2004, segna una svolta per le coppie omogenitoriali. Fino a ieri, infatti, la madre non biologica – quella cosiddetta "intenzionale" – non poteva riconoscere il figlio nato grazie a tecniche di fecondazione assistita praticate fuori dai confini nazionali, dove la procedura è legale. Una circolare del Viminale, risalente a due anni fa, aveva ulteriormente complicato le cose, negando di fatto il riconoscimento del legame genitoriale. Ora, invece, quel divieto è stato cancellato.

A Milano, il sindaco Giuseppe Sala ha accolto con favore la decisione, definendola "un buon passo" che semplifica una situazione altrimenti intricata. "Prima cosa facevano le mamme? Provavano la via dell’adozione, che è una via impervia", ha osservato, sottolineando come la sentenza risponda a un’esigenza concreta. Anche Fabio Bergamaschi, primo cittadino di Crema, ha espresso soddisfazione, ribadendo che "ogni amore che genera cura merita tutela".

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