Addio a Claudio Fico, storico vicedirettore del Tg5
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il giornalismo italiano, un ambiente che raramente concede tregua, piange la scomparsa di Claudio Fico, spentosi dopo aver combattuto con dignità una lunga e severa malattia. La notizia della sua morte, giunta nella notte, ha gettato nello sconforto la redazione del Tg5, dove ricopriva il ruolo di vicedirettore vicario e di responsabile degli speciali, posizioni che testimoniano una carriera costruita con rigore e una dedizione totale al mestiere. La sua figura, infatti, non era semplicemente quella di un manager ma di un punto di riferimento professionale e umano, come hanno sottolineato i molti che lo hanno ricordato.
Una carriera iniziata in Rai e cresciuta in Mediaset
Claudio Fico, la cui età viene indicata da diverse fonti con lievi discordanze ma che si attesta comunque sulla soglia dei settant'anni, aveva intrapreso il suo percorso televisivo dopo aver superato un concorso in Rai, un passaggio cruciale che gli aprì le porte del Tgr. Lì, come caporedattore, cominciò a forgiare quella competenza giornalistica che lo avrebbe poi accompagnato in un cammino di costante ascesa, toccando le redazioni del Tg2 e del Tg1. Il suo approdo in Mediaset, al Tg5, segnò una tappa fondamentale, divenendo in breve tempo il più stretto collaboratore del direttore Clemente Mimun, un sodalizio professionale e umano che è durato oltre tre decenni.
Il ricordo del direttore Mimun
Proprio Clemente Mimun, attraverso un messaggio sulla piattaforma X, ha voluto esprimere il proprio straziato cordoglio, definendo la perdita "un gravissimo lutto" per l'intero telegiornale. Nel suo ricordo, Fico è emerso non solo come "un professionista straordinario" ma anche come "un uomo di grandi qualità umane", nonché un "amico vero da più di 30 anni". A queste parole, cariche di un dolore autentico, è seguito un commosso abbraccio ideale rivolto alla famiglia del giornalista, un gesto che riassume il vuoto lasciato da una personalità così significativa.
L'uomo oltre il professionista
Al di là degli incarichi prestigiosi e della rispettabile carriera, che lo ha visto gestire con autorevolezza anche i programmi speciali, Claudio Fico custodiva una passione radicata per la sua città di origine, un affetto che si traduceva nel tifo per il Napoli. Questo dettaglio, per quanto privato, contribuisce a tratteggiare il profilo di un uomo completo, le cui radici e i cui affetti personali erano parte integrante della sua identità. La sua battaglia contro la malattia, condotta con il riserbo che spesso caratterizza le persone riservate, non ha intaccato la memoria di un professionista che ha lasciato un'impronta indelebile in chi ha avuto la fortuna di lavorare al suo fianco.




