Nuovo orrore a Tor Tre Teste, lo stupratore aveva un'altra vittima

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Le indagini sul violentatore del Gambia, Sheikh Hydara, già in stato di arresto per lo stupro consumato nel parco di Tor Tre Teste all’alba di domenica ai danni di una sessantenne, hanno portato a un agghiacciante sviluppo. All’uomo, che aveva confessato il primo terribile episodio, viene ora contestata una seconda violenza sessuale, commessa appena due giorni dopo, la scorsa martedì mattina, a poca distanza dal luogo del primo agguato.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, il ventiseienne avrebbe approcciato la nuova vittima, una donna italiana di 44 anni, mentre essa attendeva l’autobus in via Prenestina. L’uomo, servendosi del medesimo modulo operativo già emerso nelle prime fasi dell’inchiesta, si sarebbe avvicinato con la pretesta di chiederle un sigaretta. Dopo averla avvicinata, l’avrebbe afferrata con violenza e trascinata in un vicolo adiacente, costringendola a subire l’aggressione sopra un cumulo di rifiuti.

La seconda vittima, supportata dalle forze dell’ordine nel corso delle delicate operazioni di riconoscimento, ha fornito una testimonianza precisa e raccapricciante, individuando con certezza il proprio aggressore in un fotosegnalamento. Elemento non secondario, che concorre a formare il quadro probatorio, è la descrizione dell’abbigliamento del sospettato, risultato identico in entrambi gli episodi: la stessa maglietta, le stesse scarpe e lo stesso cappello descritti dalla prima donna sopravvissuta alla violenza.

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