Primo trapianto di occhio al mondo, alle Molinette donna cieca torna a vedere dopo 5 anni
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Redazione Salute
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«Sono emozionata. Posso rivedere i miei cari, posso vedere il mio nipotino che sta crescendo. Sono le cose più belle della vita». La voce di Elena, 67 anni, racconta meglio di qualsiasi referto clinico la portata di un intervento che segna un prima e un dopo nella storia dell'oftalmologia. Dopo un grave incidente stradale che le aveva fatto perdere la vista da un occhio, e un successivo e progressivo peggioramento dell'altro, la donna aveva trascorso oltre quattro anni nel buio totale.
Ora, grazie a un'operazione definita «mai eseguita prima al mondo» dall'ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino, è tornata a vedere.
L'intervento senza precedenti che apre nuove frontiere
All'Ospedale Molinette di Torino è stato eseguito con successo il primo trapianto completo del segmento anteriore dell'occhio insieme alla parte centrale della retina, la macula, da un occhio all'altro. Un'autotrapianto che ha permesso di sostituire l'intera struttura danneggiata con il tessuto sano dell'altro occhio, in una procedura mai tentata prima in ambito chirurgico.
L'operazione, portata a termine a metà luglio 2026, ha richiesto un livello di precisione microscopica e una pianificazione minuziosa, data la complessità di trasferire non solo la cornea o il cristallino, ma anche il tessuto retinico più nobile, quello responsabile della visione centrale e dei dettagli.
L'équipe e la paziente: una sfida vinta sotto il segno della speranza
A guidare la squadra dei chirurghi è stato il professor Vincenzo Sarnicola, affiancato dall'équipe della Clinica Oculistica universitaria diretta dal professor Michele Reibaldi. Per la paziente, Elena, il risveglio dopo l'intervento ha rappresentato una rinascita: oggi è in grado di riconoscere i volti dei propri familiari e quelli della sua inseparabile cagnolina guida, che l'aveva accompagnata nei lunghi anni di oscurità.
La donna ha raccontato ai medici la sensazione di essere come una neonata che impara a guardare, stupita dalla ritrovata capacità di distinguere forme e colori, mentre la riabilitazione visiva proseguirà per consolidare il risultato raggiunto e affinare la percezione dei dettagli più fini.
Un risultato che riscrive i confini della chirurgia oculistica
L'esito positivo di questo autotrapianto, che coinvolge il segmento anteriore e la macula, rappresenta una svolta epocale per le prospettive future della chirurgia dell'occhio. Fino a oggi, trapianti parziali come quelli di cornea erano già una realtà consolidata, ma nessun centro al mondo aveva mai tentato di spostare un blocco così ampio e funzionalmente complesso da un globo oculare all'altro, ripristinando non solo la superficie trasparente dell'occhio ma anche la componente nervosa deputata alla lettura e al riconoscimento dei volti.
Le Molinette, già note al grande pubblico per essere state set della fiction "Cuori", si confermano così un polo d'eccellenza nella sperimentazione clinica, trasformando un caso di cronaca medica in un capitolo fondamentale per la storia della scienza.
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