Cortina, verso le Olimpiadi: viabilità rivoluzionata e un monito sulle piste da sci
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Redazione Sport
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La strada che conduce ai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali del 2026, i cui riflettori si accenderanno fra non più di cinquanta giorni, sta disegnando, con decisione ormai irreversibile, una nuova geografia della mobilità nell’area ampezzana. Durante un incontro pubblico, organizzato al teatro Giovanni XXIII di Belluno e denominato significativamente “Road to Milano Cortina 2026”, sono emersi i dettagli operativi di un piano che trasformerà radicalmente la quotidianità di residenti e visitatori, confermando, come più volte ribadito, la natura straordinaria e senza precedenti dell’evento, lontano anni luce dalla consueta organizzazione di una prova di Coppa del Mondo. La platea, va detto, non era gremita come ci si sarebbe potuti aspettare a così breve distanza dalla cerimonia di apertura, un dato che ha spinto alcuni a parlare di un “freddo entusiasmo” e che ha sollecitato le istituzioni a rilanciare un appello alla partecipazione collettiva.
Il nuovo volto della viabilità: bus e zone a traffico limitato
Il cuore della trasformazione, indispensabile per gestire i flussi di un evento di portata planetaria, batte attorno a un sistema di trasporti del tutto inedito. La viabilità ordinaria subirà, com’è ovvio, restrizioni severissime, con l’istituzione di nuove zone a traffico limitato che ridisegneranno l’accesso alla conca. La risposta a questa necessaria limitazione della libertà di movimento privato sarà garantita da una flotta di centoquaranta autobus, un esercito di mezzi pubblici dedicati che avrà il compito di collegare i diversi punti nevralgici del territorio olimpico. Il principio è chiaro e non ammette deroghe: chiunque potrà arrivare a Cortina, a patto di affidarsi a questo servizio di mobilità collettiva, una scelta obbligata per evitare il collasso della viabilità in un’area montana dalle strade intrinsecamente fragili.
Le piste sotto i riflettori: chiusure e alternative per gli sciatori
L’impatto, del resto, non si misurerà soltanto sull’asfalto, ma si estenderà fino alle vette più celebri, quelle che fanno da sfondo alle competizioni. Le piste delle Tofane, teatro di gare fondamentali, saranno precluse al pubblico per l’intera durata dei Giochi, una decisione inevitabile per garantire sicurezza e preparazione ottimale dei tracciati. Agli appassionati di sci, però, non verrà negata la possibilità di scendere lungo i pendii innevati: resteranno infatti accessibili, offrendo una valvola di sfogo alla passione per la neve, i comprensori del Faloria e delle Cinque Torri. Si tratta di una soluzione di compromesso, che cerca di bilanciare le esigenze ferree dell’organizzazione olimpica con i diritti di fruizione di chi le montagne le vive tutto l’anno.
Un appello alle istituzioni e il ruolo del territorio bellunese
L’incontro di Belluno, al di là delle informazioni tecniche fornite, ha lasciato emergere anche una certa preoccupazione per il coinvolgimento emotivo della “provincia”, chiamata a essere non semplice spettatrice ma parte attiva di una pagina di storia. Le sedie non tutte occupate hanno fatto da controcanto agli slogan e alle presentazioni, spingendo le autorità presenti a lanciare un messaggio di unità. Il sostegno a Cortina, una località di cinquemila abitanti che si trova ad affrontare un immane sforzo organizzativo, è stato indicato come un dovere civico e un’opportunità per raccogliere, in futuro, i frutti di questa esposizione globale. Il territorio bellunese, nel suo insieme, è ufficialmente entrato nel vivo di un percorso che ne cambierà la percezione, consapevole che l’eredità di quei giorni di festa e di sport dipenderà anche dalla capacità di vivere con spirito positivo le inevitabili difficoltà logistiche.




