PUNTO DEL MATTINO AMERICANO: 10 LUGLIO 2026
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MILANO (MF-NW)--I future sui listini azionari statunitensi trattano poco mossi, con quello sul Dow Jones che avanza dello 0,22%, mentre quello sull'S&P 500 cede lo 0,01%. Sul fronte geopolitico, gli attacchi tra Stati Uniti e Iran si sono temporaneamente arrestati. Secondo alcune indiscrezioni, inoltre, proseguono a distanza i colloqui tecnici sul dossier nucleare. "Finché il canale diplomatico tra i due Paesi rimarrà aperto, il rischio di un ritorno allo scenario bellico di marzo rimane basso", commentano gli esperti di Mps. (Milano Finanza)
Ne parlano anche altri media
L’intensificarsi delle tensioni tra Stati Uniti e Iran sostiene ancora la corsa del petrolio, riaccendendo i timori sull’inflazione. Le borse asiatiche hanno chiuso in leggero rialzo, dopo una seduta volatile per i titoli del settore dei semiconduttori. (la Repubblica)
La seduta odierna si apre all'insegna della cautela. Venerdì il Dow Jones ed il Nasdaq hanno ha chiuso in rialzo dello 0,29% mentre l'S&P 500 ha archiviato l'ultima seduta della settimana con un +0,42%. (Investire.biz)
SK Hynix Ha Trascinato Giù Tutto il Settore Il rialzo del 13% nel giorno del debutto è durato una sola seduta. (FXEmpire)

Indici USA: progressi per il Dow Jones, debole il Nasdaq Avvio in chiaroscuro per la Borsa di New York, con i principali indici americani che si muovono senza una direzione univoca nelle prime battute della seduta. (SoldiOnline.it)
Il segnale arrivato da Samsung Electronics non è bastato a sostenere il comparto dei chip AI: a Wall Street le azioni di Micron Technology e Intel sono scese fino a circa l'8%, con gli investitori che hanno ridotto l'esposizione ai titoli semiconductor dopo mesi di rialzi legati alla domanda per data center e acceleratori. (tomshw.it)
Apertura all’insegna dei ribassi per Wall Street, condizionata dal comparto dei semiconduttori, che si adegua al trend negativo dei concorrenti internazionali. A pesare sul sentiment dei mercati sono anche le rinnovate tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran, i cui riflessi si fanno sentire direttamente sui prezzi del petrolio. (Borse.it)




