Modella aggredita sul treno per Arcore, l'aggressore finisce in un centro di rimpatrio
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Momenti di pura angoscia, quelli vissuti da Stephanie, una modella brasiliana con passaporto italiano, sullo scompartimento di un treno regionale che percorre la tratta tra Ponte San Pietro e Milano Garibaldi. L'episodio, accaduto in un pomeriggio di inizio novembre, ha avuto inizio tra le stazioni di Carnate-Usmate e Arcore, quando la tranquillità del viaggio è stata spezzata da un uomo, un 26enne straniero, il quale ha rivolto verso di lei un comportamento minaccioso e del tutto immotivato. "Continuava a urlarmi addosso, nell'indifferenza di tutti", ha raccontato la giovane, sottolineando come la carrozza non fosse deserta e come l'ora, sebbene non fosse di punta, non giustificasse l'assoluta inerzia degli altri passeggeri. La tensione è cresciuta fino a quando Stephanie, in un tentativo di reazione, gli ha intimato di tacere, una scelta che, come ha poi affermato, non ripeterebbe considerando gli sviluppi successivi.
L'aggressione e la difesa con lo spray
Dopo quel comando, la situazione è degenerata rapidamente, trasformando gli insulti in un'aggressione fisica diretta. L'uomo ha cominciato a colpirla con pugni e calci, accompagnando la violenza con esplicite minacce di morte. "Ha detto che mi avrebbe ucciso", ha ricordato la vittima, descrivendo la sensazione di essere stata attaccata "dal nulla" e di essersi trovata completamente sola in quel momento di terrore. A salvarle la pelle, in definitiva, è stata la prontezza con cui ha impiegato uno spray al peperoncino, riuscendo a neutralizzare temporaneamente l'aggressore e a porre fine all'assalto, mentre attorno a lei regnava un silenzio complice che ha reso ancor più traumatica l'esperienza.
L'identificazione e il provvedimento dell'autorità
La denuncia sporta da Stephanie ha attivato immediatamente le indagini della Polizia di Stato della Questura di Monza e della Brianza, le quali hanno permesso di rintracciare il responsabile in tempi brevi. L'uomo, un ventiseienne di nazionalità straniera il cui permesso di soggiorno era già scaduto, è risultato noto alle forze dell'ordine per precedenti di analoga natura registrati in altre città, un dettaglio che ha senza dubbio influito sulle decisioni successive. Le autorità, dopo averlo identificato anche grazie a un filmato realizzato dalla stessa vittima durante l'aggressione, hanno disposto il suo trasferimento presso il Centro di permanenza per i rimpatri di Torino, dove è stato condotto in attesa dell'espulsione dal territorio nazionale.
Le indagini e il percorso giudiziario
L'iter amministrativo per il rimpatrio coattivo è dunque stato avviato, un provvedimento che segue la logica della normativa sull'immigrazione per i casi in cui sussistano sia l'irregolarità del soggiorno che la pericolosità sociale dell'individuo. L'aggressore, che al momento dei fatti viaggiava senza alcun apparente motivo, si trova ora nel CPR in attesa che venga eseguito il decreto di espulsione. Da parte sua, l'inchiesta penale per i reati di aggressione e minacce prosegue il suo corso, separata ma parallela al procedimento amministrativo, mentre la modella tenta di riprendersi da uno choc che ha scosso la sua quotidianità e la sua fiducia nella collettività.




