Analisi delle tariffe idriche in Italia: Macerata guida la classifica delle città più economiche
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Redazione Interno
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Le tariffe per il servizio idrico integrato in Italia variano notevolmente da regione a regione. Secondo il XIX Rapporto sul servizio idrico integrato dell'Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva, Macerata si distingue come la città con le tariffe più basse delle Marche, e probabilmente di tutta Italia.
Macerata: la città con le tariffe più basse
Macerata registra un costo annuo di 511 euro per una "famiglia tipo" composta da tre persone con un consumo annuo di 182 metri cubi. Questo valore è il più basso delle Marche, seguito da Ancona con 512 euro, Ascoli Piceno con 546 euro, Fermo con 546 euro, Pesaro con 662 euro e Urbino con 662 euro.
Pisa: tra le città con le tariffe più alte
Al contrario, la provincia di Pisa registra uno dei costi più alti per il servizio idrico. Con 801 euro a carico di una famiglia tipo, Pisa è superata solo da Siena e Grosseto, entrambe con bollette di 807 euro. In Toscana, una famiglia composta da tre persone ha speso in media 732 euro nel 2023, con un aumento del 2,5% rispetto al 2022 e del 14,8% negli ultimi cinque anni.
Emilia-Romagna: aumento del 19% dal 2019
In Emilia-Romagna, il costo dell'acqua del rubinetto è aumentato negli ultimi cinque anni. Nel 2023, una famiglia in regione ha speso in media 517 euro per la bolletta idrica, con un aumento del 1,7% rispetto al 2022 e del 9,4% rispetto a cinque anni fa. Le differenze tariffarie tra i capoluoghi di provincia sono notevoli: si va dai 606 euro di Rimini ai 354 euro di Bologna.
Questi dati evidenziano la necessità di una maggiore uniformità nelle tariffe idriche a livello nazionale, per garantire un accesso equo e sostenibile a questa risorsa fondamentale.




