Vittorio Sgarbi, la figlia Evelina sulla compagna del padre: "Sabrina Colle non mi è mai piaciuta"

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Un flebile “ciao”, sussurrato al telefono la sera della vigilia di Capodanno, è stato, per Evelina Sgarbi, il segnale di un confine emotivo ormai superato e di un punto di non ritorno nel rapporto con il padre, Vittorio Sgarbi. La venticinquenne, intervenendo in televisione, ha dipinto un ritratto del noto critico d'arte profondamente segnato da una grave sindrome depressiva che ne avrebbe stravolto l'aspetto e la personalità, al punto da renderlo, a suo dire, quasi irriconoscibile. «L’ho visto talmente male, talmente trasfigurato, che in questo momento non me la sento» ha dichiarato Evelina, spiegando le ragioni che l'hanno spinta a richiedere al tribunale la nomina di un amministratore di sostegno; una misura di protezione che, stando alle sue parole, si renderebbe necessaria per tutelare il padre in un momento di estrema vulnerabilità.

L'amministratore di sostegno e il patrimonio

Quando il giornalista Gianluigi Nuzzi le ha chiesto se fosse a conoscenza dell'entità del patrimonio paterno, la giovane modella ha risposto con nettezza, affermando: "Non ho mai saputo e continuo a non sapere a quanto ammonti il patrimonio di mio padre". Una dichiarazione che sembra voler marcare una distanza precisa dalle questioni economiche, quasi a scongiurare qualsiasi sospetto di interesse personale. «Non voglio occuparmi del patrimonio di famiglia, ho 25 anni e faccio la modella» ha aggiunto, sottolineando come il fulcro della sua preoccupazione non risieda negli aspetti finanziari, bensì nello stato di salute del genitore, che descrive come "completamente debilitato".

Il contrasto con Sabrina Colle

La vicenda giudiziaria, che vede peraltro l'altra figlia, Alba, esprimere un parere diametralmente opposto sullo stato del padre, si intreccia inevitabilmente con la sfera affettiva di Vittorio Sgarbi, il quale ha recentemente annunciato con entusiasmo il prossimo matrimonio con la storica compagna Sabrina Colle. È proprio su questa figura che si concentrano le perplessità di Evelina, la quale, senza mezzi termini, ha affermato: «Non mi piace, negarlo sarebbe scorretto». Sebbene abbia precisato che, in condizioni di lucidità, rispetterebbe le scelte del padre, la sua posizione appare chiara: «Io voglio solo il suo bene» e, implicitamente, non vuole «che si approfittino di lui» in un momento di così evidente fragilità.

Una vicenda privata sotto i riflettori

La vita di Vittorio Sgarbi, da sempre caratterizzata da polemiche pubbliche e colpi di scena, conosce dunque un capitolo profondamente intimo e sofferto, che porta all'attenzione dei media non più le sue battaglie intellettuali, ma una delicata questione familiare. L'istanza per l'amministratore di sostegno, presentata da una figlia contro il parere dell'altra, delinea un contrasto che travalica la semplice divergenza di opinioni e svela le dinamiche di una relazione paterna messa a dura prova dalla malattia. Le parole di Evelina, asciutte e dirette, rivelano una frattura che appare più emotiva che giudiziaria, un solco scavato dall'immagine di un uomo "trasfigurato" dalla depressione.

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