Brasile vieta il foie gras, la legge di Lula apre il confronto internazionale

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il Brasile vieta il foie gras ottenuto con l’alimentazione forzata di anatre e oche dopo la firma della legge da parte del presidente Luiz Inácio Lula da Silva, un provvedimento che blocca produzione, commercializzazione e altre attività legate a questo tipo di alimento sul territorio nazionale. La normativa introduce un divieto ampio sulla pratica del gavage, cioè l’alimentazione forzata degli animali utilizzata per ottenere il fegato ingrassato destinato alla produzione del foie gras. La decisione porta il Brasile tra i pochi Paesi al mondo ad adottare una misura di questo tipo e apre un nuovo confronto tra tutela degli animali, tradizioni gastronomiche e commercio internazionale.

La nuova legge brasiliana vieta la produzione, l’importazione, l’esportazione e la vendita di alimenti ottenuti attraverso l’alimentazione forzata, sia quando viene praticata in modo meccanico sia quando viene effettuata manualmente. Il provvedimento riguarda quindi l’intero percorso commerciale del foie gras prodotto con questa tecnica, impedendo non solo la realizzazione interna ma anche l’ingresso e la distribuzione di prodotti ottenuti tramite il gavage. Secondo la normativa, la pratica consiste nel far consumare agli animali una quantità di cibo superiore al loro naturale senso di sazietà per modificare il volume del fegato.

La legge brasiliana sul foie gras e il divieto del gavage

Con la firma di Lula, il Brasile diventa il secondo Paese al mondo, dopo l’India, a vietare contemporaneamente sia la produzione sia la commercializzazione del foie gras su scala nazionale. La misura rappresenta inoltre il primo divieto federale di questo tipo in America Latina e nell’emisfero occidentale. Il provvedimento stabilisce un limite preciso alla produzione alimentare basata sull’alimentazione forzata di anatre e oche, collegando la scelta legislativa alla questione del benessere animale.

La decisione riguarda quindi un settore gastronomico specifico ma coinvolge anche il tema più ampio delle modalità utilizzate per ottenere determinati prodotti alimentari. Il Brasile ha scelto di intervenire con una legge nazionale che comprende diverse fasi della filiera, dalla produzione alla vendita, fino agli scambi commerciali con l’estero. L’approvazione della normativa modifica il quadro interno per il foie gras e inserisce il Paese tra quelli che hanno deciso di limitare questa pratica attraverso un intervento legislativo.

Le tensioni con la Francia dopo lo stop al foie gras

Il divieto brasiliano ha suscitato critiche da parte della Francia, indicata come principale produttrice mondiale di foie gras. Il provvedimento ha riaperto il confronto internazionale tra chi difende la tutela degli animali e chi considera il prodotto parte di una tradizione gastronomica consolidata. La scelta del Brasile si inserisce così in un dibattito che coinvolge aspetti diversi, dalla produzione alimentare alle regole del commercio tra Paesi.

La normativa firmata dal presidente Lula non riguarda soltanto la possibilità di produrre foie gras all’interno del Brasile, ma estende il divieto anche alle attività di importazione, esportazione e vendita dei prodotti ottenuti con il gavage. La portata nazionale della legge distingue il provvedimento brasiliano da altre limitazioni locali e rende il Paese uno dei pochi ad aver introdotto un divieto complessivo su questa pratica. La misura segna una nuova posizione del Brasile nel confronto sul rapporto tra alimentazione e benessere animale.

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