Il Milan cade a Roma, l’Inter ringrazia e vola a 8; il Como batte la Roma e si prende il quarto posto

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La domenica della ventinovesima giornata di Serie A consegna una gerarchia piuttosto chiara in testa alla classifica, e lo fa con un verdetto amaro per le ambizioni rossonere. Il Milan, infatti, non è riuscito nell’impresa di accorciare sulle concittadine dell’Inter, cadendo sotto i colpi della Lazio all’Olimpico. La sconfitta per 1-0, maturata grazie a una rete di Gustav Isaksen nel corso del primo tempo, allontana definitivamente — a questo punto della stagione — il sogno scudetto dei ragazzi di Allegri, portando il distacco dalla vetta a otto lunghezze. Un’occasione sprecata, quella milanista, ancor più bruciante se si considera il passo falso dell’Inter, fermata sul pareggio dall’Atalanta soltanto ventiquattr’ore prima.

La partita allo stadio Olimpico ha visto un Milan inizialmente propositivo, capace di creare qualche potenziale occasione, come quel tentativo di Pavlovic neutralizzato dalla difesa biancoceleste o la successiva incornata di Estupinan finita fuori di poco. Eppure, la Lazio non è rimasta a guardare. Prima Taylor ha colpito una traversa che avrebbe potuto cambiare l’inerzia del match, e subito dopo, al ventiseiesimo, la mossa vincente: Isaksen, sfruttando un rimpallo e partendo sulla destra, ha fulminato Maignan con un tiro preciso sul primo palo, portando in vantaggio i suoi. Nella ripresa, nonostante un forcing importante del Milan e qualche sostituzione di peso, la squadra di Sarri — che tra l’altro ha salutato il ritorno dei tifosi in curva dopo il periodo di boycot — ha retto l’urto, gestendo il vantaggio e sfiorando talvolta il raddoppio in contropiede con lo stesso Isaksen e con Maldini. I rossoneri, dal canto loro, possono recriminare per qualche conclusione imprecisa e per la serata opaca di Leao, sostituito tra il malcontento generale e visibilmente nervoso al momento del cambio.

La Lazio si rilancia, il Milan ora guarda alle spalle

Per i biancocelesti si tratta della seconda vittoria consecutiva, un successo che proietta la squadra al nono posto in classifica a quota quaranta punti, rinvigorendo un ambiente reduce da settimane non semplicissime. Per il Milan, invece, la sconfitta non significa soltanto dire addio — verosimilmente — alla lotta per il Titolo, ma anche dover iniziare a guardarsi le spalle. Il Napoli, approfittando del ko dei rossoneri, vede ora il secondo posto a una sola lunghezza di distanza, il che rende le prossime uscite del Milan fondamentali per blindare almeno la posizione valida per la Supercoppa, in attesa di ben altri obiettivi. La squadra di Conte, reduce da un periodo altalenante, osserva con interesse i passi falsi altrui e si prepara ad approfittarne.

Il volo del Como: quarto posto e sogni europei

Se a Roma si piange, in Lombardia c’è una squadra che invece sorride più di tutte: il Como. La formazione guidata da Cesc Fàbregas ha compiuto un autentico capolavoro al Sinigaglia, battendo 2-1 la Roma in uno scontro diretto dal peso specifico enorme. I giallorossi erano partiti forte, passando in vantaggio con un rigore trasformato da Malen, ma i lariani non si sono persi d’animo. La ripresa ha raccontato un'altra storia: il pareggio firmato Douvikas, subentrato dalla panchina, ha acceso la scintilla, e successivamente l’espulsione di Wesley, punito con un secondo giallo forse eccessivo per un intervento su Diao, ha cambiato radicalmente l’assetto della gara. In superiorità numerica, il Como ha spinto e trovato il gol del sorpasso con Diego Carlos, bravo a ribadire in rete una respinta. Una vittoria che proietta i lariani da soli al quarto posto, scavalcando proprio i giallorossi e tenendo dietro anche la Juventus. Per la Roma, ora sesta a -3 dal Como, resta l’amaro in bocca per un'occasione persa e per le scelte arbitrali, sebbene la prestazione dei ragazzi di Ranieri — al netto dell’inferiorità numerica — non sia apparsa all’altezza di quella dei padroni di casa. Il sogno Champions dei lombardi, adesso, è più concreto che mai.

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