Pazienti rimandati a casa per sciopero del pubblico impiego
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Redazione Salute
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All'ospedale San Paolo di Savona, alcuni pazienti, già pronti per interventi programmati, sono stati rimandati a casa a causa dello sciopero del pubblico impiego. Questi pazienti, che avevano già effettuato gli esami pre-operatori e indossato il camice, si sono trovati impossibilitati a procedere con le operazioni previste per l'assenza di personale medico e non medico, dovuta all'adesione allo sciopero.
Il Coina, sindacato delle professioni sanitarie, ha annunciato la propria adesione allo sciopero nazionale previsto per il 20 novembre, unendosi alla protesta già indetta dai sindacati dei medici Anaao e Cimo-Fesmed, e dal sindacato degli infermieri Nursing Up. In un momento storico critico per la sanità italiana, il Coina si schiera al fianco di medici, infermieri e professionisti sanitari per richiedere interventi immediati e concreti a favore di un sistema sanitario nazionale che rischia il collasso.
Silvia Vaccari, Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini della Professione Ostetrica (Fnopo), ha criticato l'assenza di fondi adeguati nella Manovra 2025 per la valorizzazione delle ostetriche, denunciando una disparità ingiustificata rispetto agli infermieri. La situazione rilevata non solo evidenzia turni massacranti, straordinari obbligati e una retribuzione praticamente ferma al palo da tempo, ma soprattutto, alla base, una mancanza cronica di personale che obbliga gli infermieri ad abnormi sacrifici quotidiani.
Attraverso un'indagine interna, svolta dai coordinamenti regionali di Nursing Up, il sindacato ha raccolto testimonianze e numeri che confermano la profonda crisi della professione infermieristica all’interno delle strutture assistenziali di tutto il Paese.




