Borello cede 52 negozi a Unes ma assicura: "Nessun posto a rischio per gli 800 dipendenti"
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Redazione Economia
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Fiorenzo Borello, fondatore dell'omonima catena di supermercati piemontese, ha scelto di rassicurare personalmente i suoi ottocento dipendenti dopo che la notizia di una possibile cessione aveva generato apprensione. Li ha radunati, definendoli con un termine familiare come "ragazzi", sebbene molti di loro vantino un'anzianità di servizio che supera i quarant'anni, per garantire che nessuno avrebbe perso il proprio posto di lavoro. L'imprenditore, la cui storia personale inizia lontano dagli uffici direzionali, tra i banconi di una macelleria, ha voluto sgombrare il campo dai timori con una promessa precisa: "Borello continuerà a esserci", ha dichiarato davanti ai responsabili.
L'operazione in corso tra formalità e transizione
La procedura, come comunicato ai sindacati, si inserisce in un più ampio processo di riorganizzazione aziendale. Prevede, nell'immediato, la sottoscrizione di un aumento di capitale a favore di una nuova società, per ora indicata come Newco, che sarà interamente controllata da Unes, la catena lombarda parte del gruppo Finiper. L'accordo, che dovrebbe concludersi entro il mese di giugno, porterà al passaggio dei cinquantadue punti vendita, sebbene l'intesa di massima sia già stata raggiunta. Una collaborazione commerciale tra le due realtà è del resto già attiva dallo scorso periodo estivo, con Unes che si occupa della fornitura dei prodotti a marchio privato per gli scaffali dei negozi piemontesi.
Il profilo di una rete radicata nel territorio
Il marchio Borello, nato nel 1985, rappresenta una presenza storica nel panorama della distribuzione regionale. I suoi cinquantuno punti vendita, un numero che diventa cinquantadue considerando l'intera operazione, sono capillarmente distribuiti nel cuore del Piemonte, con una concentrazione particolarmente significativa nell'area torinese e nella sua provincia, oltre che nei bacini di Cuneo e Vercelli. Si tratta di un'identità commerciale fortemente legata al territorio, come suggerito dallo stesso cognome dell'imprenditore, che è diventato sinonimo di supermercato per generazioni di piemontesi.
Le garanzie sindacali nella fase di passaggio
I rappresentanti dei lavoratori, pur confermando lo stato di transizione in cui versa l'operazione, hanno ricevuto rassicurazioni sull'assenza di licenziamenti. La trattativa, monitorata da tempo, sta procedendo verso il trasferimento della totalità delle quote societarie, un passaggio che non sembra destinato a tradursi in un mutamento dello status occupazionale per il personale. L'attenzione si concentra ora sugli sviluppi formali dell'accordo, il cui iter sarà completato nei prossimi mesi, mentre la continuità operativa nei negozi appare già assicurata dagli esistenti rapporti di fornitura.




