Il 18 aprile la medicina interna scende in piazza: screening gratuiti a Vibo, Udine e Acerra per la terza giornata nazionale della prevenzione

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Sarà il prossimo 18 aprile 2026, e per l’intera giornata, che scatterà la terza edizione della Giornata Nazionale della Prevenzione, un’iniziativa promossa dalla Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti (Fadoi) in collaborazione con l’Associazione Nazionale Infermieri di Medicina Interna (Animo). L’evento, che coinvolgerà ventitré piazze italiane distribuite lungo tutta la penisola, mira a rompere la barriera fisica e psicologica degli ambulatori, portando il personale sanitario – medici e infermieri – direttamente a contatto con i cittadini, offrendo loro prestazioni che, va detto, solitamente richiedono un ticket o lunghe attese.

A Vibo Valentia, dove l’appuntamento è fissato in piazza Municipio a partire dalle dieci del mattino fino alle cinque del pomeriggio, i professionisti della Medicina Interna si metteranno a disposizione per screening gratuiti e consulenze mirate alla prevenzione delle patologie croniche più insidiose. Tra queste, rientrano a pieno titolo l’ipertensione arteriosa, spesso asintomatica ma devastante per il sistema cardiovascolare, il diabete mellito, l’obesità, le dislipidemie (colesterolo e trigliceridi alti), lo scompenso cardiaco e le malattie respiratorie; un ventaglio di minacce che, secondo i dati richiamati dagli stessi organizzatori, affligge una fetta preoccupante della popolazione italiana, laddove quasi il cinquanta per cento risulta in sovrappeso e il quaranta per cento è iperteso.

Un presidio sanitario diffuso: da Udine ad Acerra

Parallelamente all’iniziativa calabrese, anche il Friuli Venezia Giulia si mobiliterà con la stessa finalità: nella città di Udine, la location scelta sarà piazza San Giacomo, dove la macchina organizzativa – patrocinata dall’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale (Asufc) e con il supporto operativo della Croce Rossa Italiana – garantirà non solo visite, ma anche misurazioni rapide di parametri vitali come glicemia e colesterolo. L’accesso, va sottolineato, sarà assolutamente libero e senza alcuna prenotazione, una scelta strategica per intercettare anche quella fascia di popolazione che, magari per disinformazione o per timore, evita i percorsi di diagnosi precoce.

Non manca all’appello la Campania, dove il comune di Acerra è stato inserito tra i poli principali dell’iniziativa nazionale. Qui, come nel resto d’Italia, l’obiettivo è duplice: da un lato, intercettare precocemente i fattori di rischio (come l’ipertensione silente o le alterazioni della pressione arteriosa) che spesso vengono riconosciuti tardivamente, quando hanno già prodotto un danno d’organo irreversibile; dall’altro, fornire consigli personalizzati sui corretti stili di vita, un fronte sul quale l’Italia, va ricordato, investe ancora una quota irrisoria della spesa sanitaria (circa il cinque per cento) rispetto a quanto destinato alle cure curative.

Il contesto epidemiologico e le criticità del sistema

I dati che fanno da sfondo a questa mobilitazione nazionale, diffusi dagli stessi presidenti di Fadoi e Animo (Andrea Montagnani e Antonio Vitiello), dipingono un quadro di fragilità diffusa: quasi il venti per cento degli italiani ha ripreso a fumare con regolarità, con un incremento allarmante tra i giovanissimi, mentre la copertura vaccinale – essenziale per i pazienti fragili e per chi è affetto da pluripatologie – resta drammaticamente distante dai tassi ottimali raccomandati. E se è vero che ogni euro speso in prevenzione potrebbe farne risparmiare tre in cure ospedaliere, è altrettanto vero che le lunghe liste d’attesa, complice l’effetto ancora persistente della pandemia, hanno causato un vistoso calo dell’adesione agli screening oncologici e metabolici di base.

Proprio in questo solco si inserisce l’iniziativa del 18 aprile: una sorta di “triage sociale” in grado di intercettare il malato cronico fragile, quello che troppo spesso arriva alla corsia d’ospedale solo quando la malattia è ormai conclamata. Le ventitré piazze – tra cui, oltre alle già citate, figurano Bologna, Roma, Genova, Mantova, Torino, Trento e Palermo – diventeranno quindi laboratori a cielo aperto dove, accanto alla misurazione della circonferenza addominale o della saturazione dell’ossigeno, verranno distribuiti materiali informativi su come riconoscere i segnali di uno scompenso cardiaco imminente o su come gestire la terapia per la bronchite cronica.

L’importanza della diagnosi precoce e le patologie bersaglio

L’elenco delle malattie prese in carico durante la giornata non è affatto casuale, ma rappresenta la fotografia delle patologie più frequenti nei reparti di degenza ordinaria. Ipertensione, diabete, malattia renale cronica e obesità sono spesso interconnesse tra loro, alimentando un circolo vizioso che riduce l’aspettativa di vita e peggiora la qualità della sopravvivenza. Gli specialisti in Medicina Interna, quindi, si concentreranno non solo sulla rilevazione dei parametri (pressione, glicemia, peso), ma anche sulla raccolta dell’anamnesi personale e familiare, un aspetto, quest’ultimo, che permette di risalire a eventuali predisposizioni genetiche spesso ignorate dai pazienti.

In piazza Municipio a Vibo Valentia, come del resto a Udine e Acerra, verranno allestiti veri e propri punti di ascolto: l’intento è quello di invertire la rotta di una tendenza che vede la popolazione italiana sempre più sedentaria e meno attenta ai segnali del proprio. La speranza degli organizzatori, in fondo, è che questa “infrastruttura leggera” della salute possa supplire, almeno per un giorno, alle carenze strutturali di un sistema che fatica a garantire la prossimità delle cure, specialmente nelle aree interne o periferiche del Paese.

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