Angelina Jolie a Roma, tra cinema e diritti umani: la battaglia sul Corpo che cambia

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Angelina Jolie, i cui interventi pubblici suscitano sempre un'attenzione che va ben oltre la sua statura hollywoodiana, ha calcato il red carpet della Festa del Cinema di Roma con un'eleganza studiata e parlante. L'occasione era la presentazione del film “Couture” di Alice Winocour, pellicola in cui l'attrice interpreta una regista americana che, nel bel mezzo della Parigi della Fashion Week, scopre di avere un tumore al seno, avviando così un profondo e personale percorso di accettazione di un corpo che, inevitabilmente, muta. Un tema, questo, che la Jolie ha fatto proprio non solo nella finzione cinematografica ma anche nella vita reale, come ha avuto modo di ricordare in passato, affrontando con decisione pubblica le proprie scelte mediche preventive.

Il method dressing sul red carpet

Il suo apparire alla serata romana è stato esso stesso una narrazione sartoriale, un esempio di quel "method dressing" che trasforma l'abito in un prologo della storia da raccontare. Un abito nero, sul davanti austero e coprente come un'armatura, si apriva infatti sulla schiena, rivelando un'estesa tatuatura, in un gioco di sottrazioni e rivelazioni che accennava a un sex appeal non ostentato ma intimamente connesso con l'identità. I dettagli, come i bottoni di diamante ai lobi e gli stivaletti in vernice, completavano un look che, nel suo insieme, parlava di un controllo estetico che non nega la sensualità ma la incanala in un'espressione più complessa e meditata.

La denuncia per i diritti umani

Oltre alle questioni estetiche e personali, l'attrice e attivista ha portato con sé una riflessione di ampio respiro, toccando con parole decise un tema a lei caro. “Il mondo ignora i diritti umani”, ha affermato Angelina Jolie, la quale ha aggiunto di aver visitato “i rifugiati palestinesi per molti, molti anni”. Una dichiarazione, la sua, che ha gettato un'ombra di serietà sull'evento glamour, richiamando l'attenzione su crisi internazionali e sofferenze che, a suo dire, rimangono troppo spesso inascoltate dalla politica globale, in un monito che risuona con la sua prolungata attività di impegno umanitario.

Il contesto dello star system

Il red carpet della serata, definito da alcuni come un palcoscenico di "dee" per l'eleganza composta delle presenti, ha visto la maggior parte delle star optare per tonalità scure e outfit di sicuro impatto ma con pochi guizzi di originalità. Tra queste, una delle poche eccezioni è parsa Anna Ferzetti, che ha scelto un completo total white, una reinterpretazione contemporanea dello smoking con gonna lunga e gilet senza maniche, stagliandosi contro una platea per lo più vestita di nero. Un contesto, quello della moda, che nel film “Couture” diventa invece lo sfondo contrastante di una battaglia personale e fisica, quasi a significare come la malattia irrompa in ogni scenario, persino il più scintillante.

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