Rivoluzione nel settore dei trasporti: la Corte Costituzionale dichiara incostituzionale il divieto di rilascio di nuove licenze Ncc
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Redazione Interno
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La Corte Costituzionale ha emesso una sentenza storica che potrebbe cambiare radicalmente il panorama del servizio pubblico non di linea in Italia. La sentenza n. 137, depositata il 19 luglio 2024, ha dichiarato incostituzionale l'articolo 10-bis comma 6 del decreto legge n. 135 del 2018, convertito nella legge n. 12/2019, che limitava l'ingresso di nuovi operatori nel settore del Noleggio con Conducente (Ncc) per oltre cinque anni.
Il divieto e le sue conseguenze
Il divieto di rilasciare nuove autorizzazioni per il servizio di noleggio con conducente (Ncc) ha avuto un impatto significativo sul settore. Questa restrizione ha impedito l'ingresso di nuovi operatori nel mercato, limitando di fatto l'espansione dell'offerta di questo servizio. La Corte ha osservato che questa situazione ha compromesso gravemente la possibilità di incrementare l'offerta degli autoservizi pubblici non di linea, già carente.
Implicazioni per i consumatori e l'economia
La Corte ha sottolineato che la carenza dell'offerta, generata dal potere conformativo pubblico, ha compromesso non solo il benessere del consumatore, ma anche l'effettivo godimento di alcuni diritti costituzionali e lo sviluppo economico del Paese. Questa sentenza potrebbe quindi avere un impatto significativo sul futuro del settore dei trasporti in Italia, mettendo fine all'egemonia dei tassisti e favorendo una maggiore concorrenza.
Un caso particolare con implicazioni più ampie
La decisione della Corte è stata influenzata dal giudizio su una legge approvata in Calabria nell'aprile 2023, che prevedeva l'apertura a 200 nuove autorizzazioni per il servizio di noleggio con conducente. Questo caso particolare ha evidenziato una tendenza più ampia nel settore del trasporto locale non di linea, normato a tutela della corporazione, in questo caso Ncc.
La sentenza della Corte Costituzionale rappresenta un passo importante verso una maggiore liberalizzazione del settore dei trasporti in Italia, con potenziali benefici per i consumatori e per l'economia del Paese.




