Gioventù motorizzata, la Formula 1 del futuro è già arrivata
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Redazione Sport
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La Next Gen della Formula 1 è circa-adolescente, sbarbata e, magari un giorno, anche donna. Kimi e Ollie, tanto per cominciare: 18 anni il primo, italiano, di cognome Antonelli. L’anno prossimo gli toccherà un sedile pesante, quello in Mercedes di Lewis Hamilton (39), che traslocherà a Maranello. «Impossibile sostituirlo», ha detto il bolognese. Mica è un gioco da ragazzi, uno sport che richiede dedizione, talento e una preparazione fisica e mentale fuori dal comune.
Nel weekend, il Circus della Formula 1 fa tappa in Messico, per uno degli appuntamenti più attesi e caratteristici del calendario, che arriva dopo il successo Ferrari ad Austin. Il Gran Premio del Messico, disputato sul Circuito Hermanos Rodríguez di Città del Messico, ha una lunga storia che affonda le radici negli anni ’60. Dopo una pausa durata fino al 2015, il GP è tornato a far parte del calendario di Formula 1, guadagnandosi rapidamente un posto di rilievo grazie alla sua atmosfera unica e al calore dei tifosi locali.
Le Libere 2 in Messico sono del tutto inusuali, perché dai canonici 60 minuti si è passati ai 90 di Città del Messico. Tutto ciò per permettere alla Pirelli di effettuare delle prove sui prototipi in chiave 2025, come ha spiegato Mario Isola ai microfoni di Sky nel corso della seconda sessione del venerdì. Il programma Pirelli, sostanzialmente, prevede un run di 5 passaggi per un giro veloce, più un long run di 12 tornate ad assetto bloccato.
L'altitudine di Città del Messico di 2240 metri sul livello del mare, dove sorge l’Autodromo intitolato ai fratelli Rodriguez, è un fattore decisamente impattante sulle performance, sul setup delle monoposto, ma anche a livello di raffreddamento della power unit e dei freni




