Meloni e Scholz, un piano d'azione pensando al patto Ue
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Redazione Interno
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Dopo la grande baruffa diplomatica sui finanziamenti di Berlino alle Ong impegnate nei salvataggi nel Mediterraneo, Giorgia Meloni e Olaf Scholz si ritrovano nella cancelleria federale per siglare il patto destinato a segnare la pace economica fra Germania e Italia. Le ampie divergenze politiche fra la premier di Fdi e il leader della Spd si sciolgono come neve al sole nel vertice governativo organizzato dai main-sponsor della confindustria italiana e della Bundesverband der Deutschen Industrie tedesca.
La Meloni avrebbe il vantaggio di sorprendere sfruttando il fatto che il giochetto tedesco delle regole meccaniche su deficit e debito non passa. La Germania di Scholz è sotto accusa per i conti, è in recessione e si è vista dimezzata la sua stima di crescita di Pil per il 2024.
A Berlino, il "piano d’azione" è stato presentato: «Rafforziamo relazioni già eccellenti». Olaf Scholz passa rapidamente in rassegna i cinque settori strategici del nuovo Piano d’azione firmato da Italia e Germania, ma la prima cosa che enfatizza è forse quella che più interessa al settore industriale tedesco, quel corridoio meridionale su gas e idrogeno, «con un nuovo gasdotto» che colleghi i due Paesi: per la prima volta in pubblico è chiaro quanto Berlino tenga alla messa a terra di quel Piano Mattei di cui parla e a cui lavora Giorgia Meloni dal primo giorno del suo insediamento.




