Il meteorite squarcia il cielo, dall'Atlantico alla Germania: una palla di fuoco di sei secondi

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Un’enorme palla di fuoco, la cui luminosità ha gareggiato per un attimo con quella del crepuscolo, ha solcato ieri sera i cieli dell’Europa occidentale, regalando uno spettacolo tanto suggestivo quanto, per chi ne ha udito il boato, inquietante. Erano da poco passate le 19 quando un bolide, probabilmente un frammento di asteroide delle dimensioni di qualche metro, è entrato in contatto con gli strati alti dell'atmosfera, trasformandosi in una scia incandescente visibile da una moltitudine di testimoni sparsi in almeno cinque Paesi. L'evento, puntualmente registrato dalle telecamere della rete AllSky7 e da decine di dashcam su auto in movimento, ha avuto il suo culmine nei cieli della Renania-Palatinato, dove il Corpo celeste, dopo aver brillato per circa sei secondi, si è frammentato in più parti.

La traiettoria dell'oggetto, ricostruita in queste ore dagli esperti dell'Agenzia Spaziale Europea, suggerisce un ingresso spettacolare sopra l'Atlantico orientale, forse già in vista delle coste portoghesi, per poi proseguire la sua corsa in direzione dell'Europa centrale. È questo il motivo per cui le segnalazioni, circa tremila secondo l'Organizzazione Meteorica Internazionale, sono arrivate in rapida successione non solo dal Belgio — dove il passaggio sul villaggio di Ochamps è stato particolarmente nitido — ma anche dalla Francia, dal Lussemburgo, dai Paesi Bassi e, ovviamente, dalla Germania. Molti osservatori, inoltre, hanno riferito di aver distintamente udito un boato, l'onda d'urto acustica generata dalla frammentazione in quota del meteoroide.

La conferma dell’impatto e i danni alle abitazioni

A rendere l'episodio degno di nota non è stata solamente la sua spettacolarità visiva, ma il fatto che alcuni dei frammenti sopravvissuti all'attraversamento dell'atmosfera — diventati a tutti gli effetti meteoriti — abbiano effettivamente raggiunto il suolo, arrecando danni a delle proprietà. Le prime e più concrete conseguenze si sono registrate nel quartiere Güls di Coblenza, dove un frammento di roccia spaziale, precipitando a velocità sostenuta, ha letteralmente perforato il tetto di un edificio residenziale, andando a finire in una camera da letto. Fonti dei vigili del fuoco locali, interpellati dopo le numerose chiamate di emergenza, hanno confermato l’accaduto, precisando con sollievo che l'ambiente della casa non era occupato al momento dell'impatto e che, di conseguenza, non si registrano feriti. Altri edifici nella regione dell'Hunsrück, nell'Eifel e nei dintorni di Coblenza potrebbero aver subito danni minori, ma il quadro completo dei frammenti caduti è ancora in fase di accertamento da parte delle autorità.

Le difficoltà di rilevamento e le indagini scientifiche

L'attenzione della comunità scientifica, in queste ore, è catalizzata dall'analisi dei dati raccolti. Il team di difesa planetaria dell'ESA sta mettendo insieme le immagini e le rilevazioni radar per determinare con precisione dimensioni, composizione e origine del celeste. Le stime preliminari parlano di un oggetto con un diametro di diversi metri, una classe di asteroidi che, come ricordano gli stessi scienziati, colpisce la Terra con una frequenza che oscilla tra una volta ogni poche settimane e una volta ogni pochi anni. Ciò che colpisce gli addetti ai lavori, tuttavia, è la consueta difficoltà nel rilevare questi visitatori prima del loro ingresso in atmosfera. L'orario serale e la direzione di provenienza, prossima all'orizzonte occidentale e quindi in una zona di cielo ancora luminosa, hanno reso l'oggetto di fatto invisibile ai telescopi di sorveglianza, un "punto cieco" che rappresenta una sfida costante per la difesa planetaria.

La distinzione tra le scie e il recupero dei frammenti

Mentre la polizia in alcune zone ha inizialmente gestito la confusione tra la scia del meteorite e altri tipi di allarmi — in un contesto di tensione geopolitica non manca chi ha ipotizzato scenari ben diversi — gli esperti del DLR tedesco hanno lanciato un appello alla popolazione. Il planetologo Ulrich Köhler ha spiegato che, sebbene i meteoriti non siano pericolosi né radioattivi, è fondamentale non toccarli a mani nude. L'acidità e i residui sulla pelle umana, infatti, potrebbero contaminare la superficie della roccia, compromettendo le analisi chimiche e mineralogiche necessarie a stabilirne la provenienza, verosimilmente dalla fascia principale degli asteroidi tra Marte e Giove. Il recupero di questi frammenti, avvenuto in tempi rapidissimi in alcuni casi, rappresenta per i ricercatori un'opportunità unica per studiare materiale primordiale del Sistema Solare, non ancora alterato dall'esposizione prolungata all'ambiente terrestre.

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