Fornaroli, un debutto da veterano: quinto tempo a Barcellona con la McLaren

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il circuito di Montmeló, storicamente banco di prova impietoso per gli equilibri del mondiale, ha assistito ieri a una sessione di prove liberhe che difficilmente verrà dimenticata dagli appassionati italiani. A catalizzare l'attenzione, lontano dai consueti duelli tra i pretendenti al titolo, è stata la prestazione di Leonardo Fornaroli: il ventunenne piacentino, al volante della McLaren MCL40, ha infatti firmato il quinto tempo assoluto nella prima ora di attività sul tracciato catalano, un esordio ufficiale in Formula 1 che porta con sé aspetti tecnici e regolamentari di non poco conto.

La prestazione del rookie, reduce dal trionfo in Formula 2 e pilota di riserva del team di Woking, assume un peso specifico ancora maggiore se contestualizzata nelle dinamiche di squadra: Fornaroli ha sostituito il campione del mondo in carica Lando Norris, sfruttando quella norma che impone alle scuderie di concedere il sedile a piloti esordienti in almeno quattro sessioni di prove libere nell’arco della stagione.

Lontano dall’intimidazione che spesso paralizza i debuttanti, Fornaroli – con il numero 67 sulla carrozzeria – ha invece dimostrato una maturità sorprendente, fermando il cronometro su un tempo di 1 minuto e 17 secondi e 216 millesimi, un distacco di otto decimi e mezzo dalla vetta ma sufficiente per lasciare il segno.

I numeri di un’irruzione silenziosa, tra gare simulate e certificazioni tecniche

A rendere ancora più solida la prova del debuttante italiano, che ha preceduto piloti del calibro di Paul Aron e Dino Beganovic, è stata la contemporanea performance del “Team Papaya”: mentre Fornaroli si faceva spazio tra i “veterani”, l’altra vettura affidata a Oscar Piastri conquistava il secondo posto, suggellando una sessione da manuale per la scuderia anglo-malese.

Se il pilota di riserva ha gestito la pressione senza timori reverenziali, come raccontato in un post-sessione in cui ha sottolineato l’approccio metodico al simulatore e la volontà di non strafare, il resto della griglia intanto prendeva le misure a un tracciato reso insidioso dalle temperature roventi e dall’asfalto “verde”.

La sessione, che ha visto George Russell imporsi con la Mercedes davanti a Piastri e Charles Leclerc, è servita anche per testare le vetture in configurazione da qualifica, sebbene la consapevolezza generale sia che la lotta per la pole – in programma nel pomeriggio – si disputerà su un clima diverso da quello affrontato durante le libere.

Il dato tecnico più rilevante, al di là del risultato a sé stante, riguarda la capacità di Fornaroli di adattarsi a un circuito che dal punto di vista dell’impianto frenante impone standard severissimi: alla curva 1, ad esempio, le monoposto arrivano a 304 km/h per poi scendere a 164 in meno di due secondi, un frangente in cui i piloti sopportano una decelerazione di 3.6 g mentre esercitano un carico di 96 kg sul pedale del freno.

Che un esordiente, pur con tre test alle spalle su vetture di vecchia generazione, riesca a restituire feedback utili al muretto senza commettere errori marchiani è quindi un indicatore che la McLaren valuterà con grande attenzione in ottica futura.

Il “giorno degli esordienti” e il passo gara di Antonelli

Quella di Barcellona, va ricordato, è stata una tornata atipica perché caratterizzata dalla presenza massiccia di “rookie”, ben sette dei quali hanno preso il posto dei titolari: se da un lato questo ha leggermente stravolto il valore comparativo dei tempi, dall’altro ha certificato la bontà del ricambio generazionale in pista, con Fornaroli a fare da apripista. Discorso a parte merita invece l’altro italiano in griglia, Kimi Antonelli, il quale – pur guidando per la Mercedes – ha dovuto cedere il volante al danese Frederik Vesti nella mattinata, saltando di fatto le prime libere.

Questo inconveniente, come ammesso dallo stesso leader del mondiale, ha complicato la messa a punto del giro secco a causa del surriscaldamento anomalo delle gomme soft, relegandolo in quinta posizione nel pomeriggio a quasi sei decimi dal compagno di box Russell. Ciononostante, il passo gara mostrato nelle simulazioni di long run ha fornito indicazioni decisamente più rassicuranti ai tecnici anglo-tedeschi, un aspetto cruciale su un asfalto solitamente abrasivo come quello catalano.

Fornaroli, nel frattempo, aveva già lasciato il posto a Norris per il prosieguo del weekend, ma il suo messaggio alla vigilia delle qualifiche era già stato consegnato: la McLaren ha un ricambio di lusso, pronto a raccogliere l’eredità di un campione del mondo senza timori.

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