Fornaroli, il campione della F2 riserva in McLaren fa il suo esordio a Barcellona
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Redazione Sport
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Il Circus dei GP, dopo aver digerito le prime battute di questa nuova era tecnica – quella segnata dall’arrivo dei motori a combustione interna spinti da carburanti completamente sintetici –, si concede la sosta estiva solo tra un paio di mesi, ma intanto l’asfalto del Montmelò (storicamente un laboratorio a cielo aperto per gli ingegneri) si prepara ad accogliere una sfilza di debuttanti.
Tra questi, spicca su tutti la monoposto papaya della McLaren, al cui volante siederà Leonardo Fornaroli: il piacentino, fresco di trionfo nella categoria cadetta, avrà l’occasione di assaggiare per la prima volta in un contesto ufficiale la potenza della power unit Mercedes.
La mattanza dei rookie: cinque novità in pista tra Aron, Browning e l’azzurro
Non sarà solo l’italiano, classe 2004 e reduce dal back-to-back F3-F2 (un’impresa che, guardando i recenti palmares, avevano saputo eguagliare in pochi: il suo nuovo capo Oscar Piastri e l’altro debuttante della scuderia di Woking, Gabriel Bortoleto), a godere dei riflettori catalani. Per rispettare il regolamento che obbliga le scuderie a schierare un “giovane” in almeno due sessioni di prove libere, la griglia subirà un vero e proprio ricambio generazionale.
Audi, che sta cercando di risalire la china dopo un avvio di mondiale interlocutorio, ha chiamato Paul Aron: l’estone, attualmente in forza all’Alpine, prenderà il posto di Nico Hulkenberg sulla R26, e non sarà un semplice cameo, dato che è previsto un bis in Austria. Discorso analogo per Luke Browning, il quale sfrutterà l’abitacolo della Williams FW48 (quella solitamente guidata da Alex Albon) per dimostrare al team di Grove di valere una promozione.
Messi da parte i big: perché la sessione spagnola è un banco di prova
In un’ora scarsa di prove, quella che dovrebbe essere una semplice sessione di messa a punto si trasforma spesso in una classifica a sé. Se da un lato i veterani – come Verstappen, che proprio su questo tracciato dieci anni fa conquistò la sua prima vittoria in carriera – cercano il bilanciamento perfetto per la qualifica, dall’altro ci sono i giovani chiamati a non sfigurare.
Fornaroli ha un compito specifico: supportare la McLaren nella raccolta dati, un ruolo che già ricopre al simulatore da quando, lo scorso dicembre, venne ufficializzato come riserva di lusso alle spalle di Lando Norris e Piastri. La sua quinta posizione finale, come riferito dai cronometri della diretta streaming (dove è terminato a soli otto decimi dal leader Russell), è un biglietto da visita che certamente non passerà inosservato ai piani alti del team diretto da Andrea Stella.
Una rosa di giovani da tenere d’occhio oltre ai soliti noti
I riflettori, è vero, erano puntati soprattutto sull’italiano, ma la lista dei debuttanti è piuttosto nutrita. Oltre ai già citati Aron e Browning, c’è da registrare l’ingresso in pista di Frederik Vesti: il danese, sedutosi sulla Mercedes che di solito appartiene al leader del mondiale Kimi Antonelli (in testa alla classifica piloti), ha concluso con il quindicesimo tempo. Dino Beganovic, a bordo della Ferrari, ha invece tagliato il traguardo in quattordicesima posizione.
Queste sessioni, spesso considerate una mera formalità burocratica per adempiere agli obblighi regolamentari, rappresentano in realtà per Fornaroli e gli altri una vera e propria passerella verso il futuro. Se non ci saranno colpi di scena o incidenti, il loro rientro ai box – dove i meccanici hanno smontato i rastrelli per le misurazioni aerodinamiche – segnerà semplicemente la fine del primo atto, ma per qualcuno di loro potrebbe essere l’inizio di una lunga carriera nella massima serie.




