Meloni: "Avanti con il taglio delle tasse", il decreto scuola e la spinta sul nucleare

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Giorgia Meloni conferma che l'esecutivo intende proseguire sulla strada della riduzione della pressione fiscale, con un'attenzione particolare per il ceto medio. Nel corso di un videocollegamento con la festa de Il Tempo, la presidente del Consiglio ha indicato tra gli obiettivi prioritari l'alleggerimento del carico tributario per quella fascia di popolazione che definisce motore della nazione, precisando che l'intervento dovrà essere calibrato in base a un contesto internazionale che non si presenta semplice.

Il confronto con l'opposizione sul fisco

Meloni ha rivendicato i provvedimenti già adottati in materia fiscale, citando gli interventi su lavoro, famiglie e imprese, fino alla recente abolizione del bollo auto.

Secondo la premier, le critiche provenienti dalle forze di opposizione, che accusano l'esecutivo di favorire i redditi più elevati, si scontrano con una visione diametralmente opposta: mentre alcuni propongono nuove forme di tassazione patrimoniale, il governo ritiene che la strada corretta consista nel lasciare maggiori risorse nelle mani dei cittadini, evitando di finanziare quelle che ha definito misure creative e disastrose, con un riferimento esplicito al Superbonus.

Le misure sul sistema scolastico

Sul fronte dell'istruzione, Meloni ha difeso il decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri, che introduce un limite del 30 per cento alla presenza di studenti non italofoni nelle classi prime, insieme al divieto di indossare burqa e niqab negli istituti scolastici. La presidente del Consiglio ha respinto le accuse di voler escludere gli alunni stranieri, spiegando che l'obiettivo è evitare la formazione di classi-ghetto e garantire a tutti condizioni di partenza omogenee.

Il provvedimento prevede inoltre l'attivazione di corsi gratuiti di lingua italiana per i genitori, con l'obbligo per le scuole di segnalare ai servizi sociali le situazioni in cui persistenti barriere linguistiche ostacolano l'integrazione.

Immigrazione, periferie e nucleare

Nel suo intervento, Meloni ha rivendicato i risultati ottenuti sul contrasto all'immigrazione clandestina, sostenendo che l'Italia non rappresenta più il campo profughi d'Europa. La premier ha menzionato il protocollo Albania come strumento potenzialmente utilizzabile anche da altri Stati membri dell'Unione europea, aggiungendo che la gestione dei rimpatri necessita di ulteriori miglioramenti.

Quanto agli interventi nelle periferie, ha citato il modello Caivano come esempio replicabile, elencando una serie di operazioni già avviate in altri territori, dalla bonifica del campo rom di Scampia allo sgombero della tendopoli di San Ferdinando.

Sul fronte energetico, Meloni ha commentato con soddisfazione l'approvazione definitiva al Senato della legge delega sul nucleare sostenibile, definendola una promessa mantenuta e una scelta coraggiosa. Il provvedimento, che ha ottenuto il via libera con 81 voti favorevoli e 51 contrari, consegna al governo dodici mesi di tempo per adottare i decreti legislativi necessari a disciplinare il settore, dalla sicurezza degli impianti alla gestione dei rifiuti radioattivi.

La premier ha osservato che l'Italia importa attualmente elettricità prodotta da centrali nucleari straniere senza poterla generare direttamente, una situazione che la nuova normativa intende modificare. L'obiettivo indicato dall'esecutivo è arrivare ai primi impianti intorno al 2033-2034, con una particolare attenzione agli Small Modular Reactors.

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