Meloni gela Salvini sul ritorno al Viminale

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Matteo Salvini, leader della Lega, si sente sollevato dopo l'assoluzione nel processo Open Arms, che lo ha liberato da un peso che si portava dietro da anni. Salvini, che non è più un vicepresidente del Consiglio sub iudice, vede ora cambiare la fase della sua parabola politica. Libero dalle accuse, non ha intenzione di lasciare terreno agli alleati e punta al Viminale, nonostante Giorgia Meloni abbia confermato la fiducia in Piantedosi.

La questione migranti rimane centrale per il governo, con Meloni che, parlando da una baita lappone a Saariselkä, ha fissato le prossime mosse sulla questione, ribadendo l'importanza dei "Paesi sicuri". Salvini, dal canto suo, ha sottolineato che ora non esistono più ostacoli o pregiudizi sulla sua persona, aprendo un nuovo fronte dialettico all'interno della maggioranza.

L'assoluzione di Salvini nel processo Open Arms, che aveva portato alla sua rinuncia due anni fa, ha cambiato le dinamiche politiche. Salvini, ora libero dalle accuse, si muove sul terreno delle possibilità, senza escludere nulla sul proprio futuro. La commozione durante gli auguri ai militari e la citazione del Signore degli Anelli ("Si sceglie di essere un soldato perché si ama la patria") mostrano un leader determinato a riprendere il controllo del Viminale.

Nel frattempo, Meloni ha annunciato un vertice sull'Albania, mentre Salvini ha ribadito che chi sbaglia deve pagare, riferendosi ai giudici.

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