Chi vuol essere milionario, sipario sull’edizione 2026: Gerry Scotti annuncia il ritorno ma senza una data precisa

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Si è chiuso ufficialmente, almeno per questa tornata, il sipario sullo studio di “Chi vuol essere milionario”. La domenica sera di Canale 5, che da settimane si era abituata a convivere con i tormentoni e le attese del quiz game condotto da Gerry Scotti, dovrà trovare nuovi palinsesti per intrattenere il proprio pubblico. L’ultima puntata dell’edizione 2026, andata in onda domenica 29 marzo, ha rappresentato un momento di passaggio piuttosto che un punto di arrivo definitivo: da un lato, infatti, il conduttore ha dovuto ufficializzare la pausa del programma, dall’altro, però, ha subito rassicurato i telespettatori più affezionati, confermando che si rivedranno presto. Nessuna data, però, è stata resa nota durante la messa in onda, nonostante i casting per i nuovi concorrenti siano già stati aperti in vista della prossima stagione televisiva.

L’addio (temporaneo) e la sfida con gli ascolti

La serata conclusiva di questo “Torneo”, che ha rappresentato una scommessa vinta dal network, è coincisa con una competizione agguerrita sul fronte dell’Auditel. Mentre Gerry Scotti salutava i suoi concorrenti, su Rai1 andava in scena il finale di una fiction di grande richiamo; i numeri, in effetti, hanno raccontato di una sfida impari ma dignitosa per il quiz. L’ultimo atto del programma, prolungato dalla lunga striscia de “La Ruota della Fortuna”, ha raccolto un pubblico di circa 1.840.000 spettatori, conquistando un distacco del 12.7%. Un dato, questo, che se paragonato ai picchi superiori ai 3 milioni registrati all’inizio dell’anno, segna un fisiologico calo, ma che rimane solido per un prodotto pensato per la fascia del prime time domenicale.

A vincere l’ultima battaglia della stagione è stato il giovanissimo Pietro, uno dei tre finalisti che, insieme ad Alberto e Massimo, aveva ottenuto il maggior numero di risposte esatte nei turni di qualificazione. La sua vittoria è arrivata al culmine di una puntata che, come spesso accade in queste occasioni, ha mescolato la tensione del gioco a una certa malinconia da “ultimo saluto”. Non sono mancate, come riportano le cronache, alcune polemiche sottili legate alla gestione dei tempi o alla difficoltà dei quesiti, anche se la critica si è concentrata più sulla lunghezza eccessiva della trasmissione che sulla conduzione stessa.

Il nuovo regolamento e il futuro del format

Questa edizione del “Milionario” passerà alla storia anche per una rivoluzione silenziosa, ma sostanziale, che riguarda il portafoglio dei vincitori. L’annuncio era arrivato a inizio anno proprio dalla voce di Gerry Scotti, il quale aveva sancito la fine dell’era dei famosi “gettoni d’oro”. Dal primo febbraio, i montepremi dei quiz Mediaset vengono erogati in “soldi reali” tramite bonifico bancario, con una ritenuta d’acconto del 20% operata direttamente dall’emittente. Una modifica, questa, che ha eliminato il vecchio sistema burocratico fatto di Iva e spese di coniazione, rendendo le vincite più liquide e trasparenti per concorrenti come il campione Pietro.

Guardando al futuro, il direttore di Canale 5, Giancarlo Scheri, ha definito il quiz “iconico”, sottolineando come sia riuscito a rinnovarsi senza snaturare la propria identità. La sensazione, confermata dalle parole di Scotti e dalla macchina organizzativa già in moto per i casting, è che il programma abbia trovato una seconda giovinezza. Per il pubblico, quindi, la parola “fine” su questa serie non è che un rinvio: il game show più celebre della tv italiana è atteso al varco già dalla prossima stagione, pronto a riempire di nuovo quelle domeniche sera che, ormai, sembrano non saper più fare a meno del celebre “vuole essere il suo milione?”.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.