La nuova truffa del pedaggio su WhatsApp: messaggi fake e conti correnti a rischio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Con l’avvio della stagione estiva e il conseguente incremento dei flussi veicolari sulle arterie stradali – un fenomeno che puntualmente si ripete anno dopo anno – torna a circolare con rinnovata aggressività una truffa ben nota agli investigatori.

La Polizia Postale ha recentemente diramato un allarme riguardante falsi messaggi inviati tramite WhatsApp, nei quali i malcapitati vengono contattati da numeri sconosciuti, spesso caratterizzati da prefissi internazionali come il +44 o il +1, con la scusa di un presunto mancato pagamento di un pedaggio autostradale.

Questi messaggi, nella loro veste grafica, utilizzano abusivamente il nome e il logo di Autostrade per l’Italia proprio per abbassare le difese della vittima, la quale, leggendo una comunicazione dai toni apparentemente ufficiali, si sente intimorita dalla minaccia di sanzioni amministrative o conseguenze legali immediate.

Il meccanismo dello smishing e il sito clone

La tecnica, come spiegano gli esperti di cybersecurity, è una variante del phishing nota con il nome di “smishing”, che sfrutta i canali di messaggistica istantanea per intercettare le credenziali sensibili. Nel dettaglio, il testo che compare sullo schermo dello smartphone invita l’utente a regolarizzare la propria posizione cliccando su un collegamento ipertestuale; lo scopo è quello di evitare l’accumularsi di more o procedimenti legali. Eppure, dietro quel link – spesso abbreviato o contenente piccoli errori di ortografia nel dominio – si cela una trappola ben congegnata.

Cliccandoci sopra, infatti, non si approda al portale ufficiale della società autostradale, bensì a un sito clone la cui grafica è stata studiata per essere quasi perfettamente identica all’originale. Qui, alla vittima viene chiesto di inserire un’intera serie di dati: dalle generalità al numero di targa del veicolo, passando per i dettagli della carta di credito e, nei casi più subdoli, persino le password di accesso all’home banking.

Le conseguenze per chi abbocca

Una volta che i cybercriminali entrano in possesso di queste informazioni – lo dimostrano le indagini della polizia postale – procedono speditamente a effettuare prelievi non autorizzati o acquisti online, arrivando in pochi minuti a prosciugare il conto corrente della vittima. La sensazione di urgenza indotta dal messaggio (frasi come “Salda subito il pedaggio” o “Evita sanzioni” sono ricorrenti) è studiata per impedire alla persona di riflettere razionalmente, inducendola a compiere un gesto impulsivo.

Tuttavia, gli stessi investigatori hanno notato che, almeno in alcune zone come il Mantovano, i cittadini sembrano aver imparato a riconoscere il pericolo: diverse decine di segnalazioni sono arrivate alle autorità, ma fortunatamente al momento non si sarebbero registrate denunce di reato effettive, sintomo che molti hanno saputo evitare la trappola in tempo.

Come difendersi dal raggiro

La regola aurea, ribadita in tutte le comunicazioni ufficiali della Polizia di Stato, è una sola: mai e poi mai cliccare su un link ricevuto tramite WhatsApp o SMS se si ha il minimo dubbio sulla provenienza. Le società autostradali, è bene ricordarlo, non utilizzano canali di messaggistica istantanea per richiedere pagamenti o notificare sanzioni.

Se si riceve un messaggio sospetto, la procedura corretta prevede di bloccare immediatamente il numero del mittente, cancellare la chat e, volendo, segnalare l’accaduto alla Polizia Postale attraverso il sito ufficiale commissariatodips.it. Per verificare la propria posizione riguardo a eventuali mancati pagamenti, l’unica strada sicura è collegarsi autonomamente al sito ufficiale di Autostrade per l’Italia (digitando l’indirizzo a mano nella barra del browser) e utilizzare i servizi dedicati all’interno dell’area riservata.

L’azione immediata in caso di errore

Nel malaugurato caso in cui si sia già caduti nella trappola e siano stati digitati i propri dati bancari, il fattore tempo diventa cruciale. Le autorità consigliano di contattare senza indugio la propria banca o il servizio clienti della propria carta di credito per richiedere il blocco immediato del conto e delle carte compromesse.

Parallelamente, è necessario modificare tutte le password relative ai servizi finanziari e, appena possibile, sporgere denuncia presso gli uffici della Polizia Postale, in modo da fornire agli inquirenti elementi utili per risalire ai responsabili della frode.

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