L’incidente della Cnn che ha “ucciso” Michael J. Fox e la reazione ironica dell’attore

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Mercoledì scorso, un macabro errore giornalistico ha rischiato di trasformarsi in un caso mediatico di proporzioni globali, quando la Cnn ha pubblicato – per poi prontamente rimuovere – un servizio commemorativo intitolato “Remembering the life of actor Michael J. Fox”, una formula che, nel lessico delle testate anglosassoni, viene solitamente riservata esclusivamente ai necrologi. La notizia, che dava per scontato il decesso del celebre interprete di Ritorno al futuro, ha innescato un’immediata ondata di preoccupazione e disinformazione in rete, complice anche la rapidità con cui i contenuti virali si diffondono nell’ecosistema digitale attuale. La clip, corredata da immagini di repertorio e da un video celebrativo, era stata confezionata con quella patina di ufficialità che solo una rete globale come la Cnn può garantire, alimentando per alcune ore il panico tra i fan dell’attore 64enne.

A differenza di quanto riportato erroneamente, però, Fox non solo era vivo, ma stava vivendo un momento professionale particolarmente intenso: si trovava a Los Angeles per celebrare la conclusione delle riprese della terza stagione di Shrinking, la commedia di Apple Tv+ in cui recita al fianco di Harrison Ford. L’errore, imbarazzante per la testata americana, è stato prontamente corretto: un portavoce della Cnn ha rilasciato una breve dichiarazione in cui si scusava con l’attore e la sua famiglia per l’accaduto, spiegando che il pacchetto era stato pubblicato per errore e subito rimosso dalle piattaforme.

Una risposta virale e ironica ai falsi allarmi

Lontano dal lasciarsi sopraffare dall’accaduto, Michael J. Fox ha dimostrato ancora una volta quel celebre spirito ironico che lo contraddistingue, trasformando la gaffe in un’occasione per dialogare direttamente con i suoi sostenitori. Su Threads, l’attore ha pubblicato un messaggio che è rapidamente diventato virale, nel quale chiedeva ai propri follower come ci si dovrebbe comportare quando si scopre di essere morti guardando il telegiornale. Tra le opzioni elencate – si andava dal cambiare canale al versarsi acqua bollente in grembo, fino a chiamare la moglie per un conforto – Fox ne ha suggerita una particolarmente efficace: rilassarsi, perché “questo succede una volta all’anno”. Una battuta, quest’ultima, che fa riferimento alla frequenza sorprendentemente alta con cui circolano bufale sulla sua scomparsa, probabilmente a causa della sua battaglia pubblica contro il morbo di Parkinson, diagnosticatogli nel 1991 quando aveva appena 29 anni.

Dettagli sull’incidente e lo sviluppo della carriera recente

Il “terremoto” digitale è avvenuto in un momento di particolare visibilità per l’artista, che proprio in questi mesi è tornato a recitare in pianta stabile dopo il ritiro annunciato nel 2020. La sua partecipazione a *Shrinking*, dove interpreta un paziente legato al personaggio di Ford, rappresenta un ritorno alle scene molto atteso e dimostra come, nonostante i limiti fisici imposti dalla malattia neurodegenerativa, l’attore mantenga intatta la verve comica che lo rese celebre ai tempi di *Spin City*. La concomitanza tra la sua apparizione pubblica al PaleyFest di Los Angeles – dove era salito sul palco rilasciando interviste il giorno prima dello scivolone – e la pubblicazione del falso necrologio ha reso l’errore della Cnn ancora più plateale.

Le conseguenze mediatiche di un errore tecnico

Dal punto di vista tecnico, l’episodio solleva interrogativi classici sui protocolli di redazione nell’era dei contenuti programmati in anticipo. È plausibile ipotizzare che il video commemorativo fosse un pezzo precaricato nei server in attesa di un eventuale triste evento, pubblicato accidentalmente a causa di un malfunzionamento umano o tecnico. La Cnn ha evitato di entrare nel dettaglio delle procedure interne, limitandosi a rimuovere il link che, per un certo lasso di tempo, rimandava gli utenti alla home page del sito. La vicenda, sebbene chiusa con una risata grazie all’intervento dell’interessato, rimane un esempio calzante di come anche i colossi dell’informazione non siano immuni a veri e propri cortocircuiti redazionali, capaci di diffondere il panico prima ancora che arrivi la meritata smentita.

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