Il “lutto” secondo Cnn: Michael J. Fox risponde alla propria commemorazione con un’ironia che non fa rumore (ma molto rumore mediatico)

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Qualcuno, una volta, scrisse che “le segnalazioni della mia morte sono state fortemente esagerate”. Se Mark Twain potesse parlare da un osservatorio più moderno, probabilmente si limiterebbe a fare un cenno di assenso verso Michael J. Fox, il quale – trovandosi improvvisamente al centro di un obituario non richiesto – ha deciso di liquidare la vicenda con la grazia disincantata di chi, da decenni, ha imparato a convivere con l’inaspettato. È accaduto mercoledì scorso, quando la Cnn ha pubblicato sui propri canali un servizio video intitolato “Remembering the life of actor Michael J. Fox”, formula retorica – quella del ricordo – che nell’architettura mediatica anglosassone non lascia spazio a interpretazioni: è il linguaggio con cui si accompagna l’addio a una celebrità. Peccato che l’attore, classe 1961, fosse vivo e vegeto, intento giusto il giorno prima a godersi i riflettori del PaleyFest a Los Angeles per celebrare, insieme al resto del cast, la conclusione delle riprese della terza stagione di “Shrinking”. L’abbaglio, colossale e imbarazzante, ha scatenato un piccolo terremoto emotivo tra i fan sparsi in mezzo mondo prima che la rete, tramite un portavoce, ammettesse il clamoroso “errore di pubblicazione” (espressione con cui talvolta si tenta di imbrigliare il caos della comunicazione istantanea), rimuovesse il contenuto e porgesse le proprie scuse alla famiglia dell’interessato.

La reazione virale: quando il diretto interessato smonta la bufala con una lista della spesa

Lontano dal dramma e dalle rituali dichiarazioni di circostanza, la risposta di Fox è arrivata lì dove ormai si consumano le piccole e grandi battaglie della reputazione: sui social network. In particolare su Threads, l’attore ha postato un messaggio che è diventato virale in poche ore, trasformando un potenziale incidente diplomatico in un esercizio di stile comico perfettamente calibrato. “Come reagisci – si legge nel post – quando accendi la tv e la Cnn sta riportando la tua morte?”. A corollario di questa domanda retorica, Fox ha elencato una serie di opzioni tanto assurde quanto terapeutiche: cambiare canale su Msnbc (“o qualunque cosa siano diventati in questi giorni”), versarsi acqua bollente in grembo (“se ti fa male, stai bene”), chiamare la moglie (“sperando che sia preoccupata ma rassicurante”), oppure – ed è questa l’opzione che ha fatto breccia nell’umorismo collettivo – “rilassati, lo fanno una volta all’anno”. La punchline finale, quella che chiude il cerchio con un pizzico di filosofia anni Novanta, suona come un commiato affettuoso: “Pensavo fosse la fine del mondo, ma a quanto pare sono solo io e sto bene”.

Questa capacità di ridere di sé – e di un errore tanto palese – non è solo un tratto caratteriale, ma racconta anche il rapporto unico che l’attore ha costruito con la propria immagine pubblica. Diagnosticato con il morbo di Parkinson nel 1991, quando aveva appena 29 anni, Fox ha trasformato una diagnosi debilitante in una piattaforma di attivismo concreto, senza mai rinunciare a quella scintilla di autoironia che lo aveva reso celebre nei panni di Marty McFly o di Alex P. Keaton. Ed è forse questa la ragione per cui, più che lo scivolone della Cnn, ha colpito la leggerezza con cui l’interessato ha accolto la notizia della propria scomparsa: un lusso che pochi, in un’epoca di indignazione continua, possono ancora permettersi.

Da PaleyFest alla Foundation: il contesto di una gaffe che arriva al momento sbagliato (o forse giusto)

La tempistica dell’errore, va detto, aggiunge un ulteriore strato di grottesco a una vicenda già di per sé paradossale. Il servizio commemorativo è stato diffuso il giorno successivo all’apparizione pubblica di Fox al Dolby Theatre di Los Angeles, dove l’attore era salito sul palco per promuovere proprio quella “Shrinking” – la serie Apple Tv+ in cui interpreta un paziente parkinsoniano in cura dal personaggio di Harrison Ford – che rappresenta il suo ritorno alla recitazione dopo una pausa durata cinque anni. Il rappresentante dell’attore, interpellato da Tmz, ha smentito seccamente la voce: “Michael sta benissimo. Ieri era al PaleyFest, sul palco, a rilasciare interviste”. Un’immagine, quella di Fox sorridente tra i colleghi, che stride violentemente con la sobrietà del video diffuso dal network. E se è vero che la Cnn ha prontamente rimosso il contenuto, è altrettanto vero che il danno d’immagine – per un’emittente che basa la propria autorevolezza sulla tempestività e l’accuratezza delle notizie – resta un capitolo doloroso da archiviare.

Non si tratta, peraltro, di un episodio isolato nella biografia quasi “resiliente” di Fox alle voci di cronaca. L’attore stesso, con la sua consueta schiettezza, ha fatto intendere che la falsa notizia della sua morte è un classico ricorrente: “Lo fanno una volta all’anno”, ha scritto, smorzando sul nascere qualsiasi tentazione complottistica. Al di là della battuta, resta il fatto che la sua fondazione (Michael J. Fox Foundation for Parkinson’s Research) ha raccolto oltre due miliardi di dollari per la ricerca, diventando un punto di riferimento globale nella lotta alle malattie neurodegenerative. Un’eredità, questa sì concreta, che continua a scrivere capitoli ben più importanti di qualsiasi Titolo sensationalistico. Per ora, comunque, l’attore può continuare a sorridere: il mondo non è finito, come ha scritto lui. Era solo un servizio andato in onda per sbaglio, e lui – fortunatamente – stava ancora lì a guardarlo.

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