Aguglione, Cantarutti e Diotallevi: la crisi demografica cancella i cognomi più rari
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Redazione Interno
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C’è qualcosa di silenzioso, quasi inavvertito, nell’estinzione di un cognome. Non emette segnali, non chiede soccorso; si assottiglia di generazione in generazione fino a che, all’improvviso, nessuno lo porta più. E questo, spiegano gli studi più recenti sul tema, non accade solo per le lingue minoritarie o per le specie animali a rischio, ma anche per quei frammenti di identità civile che ci accompagnano da secoli. A fotografare il fenomeno, in Italia, è una ricerca condotta da ‘MyHeritage’, il social network dedicato alla genealogia familiare, secondo cui sarebbero tredici i cognomi italiani prossimi alla scomparsa. La ragione di fondo, per quanto amara, è semplice: le linee familiari si esauriscono, e con loro se ne va il nome che le identificava.
Tra i cognomi finiti nel mirino dell’indagine figurano innanzitutto Aguglione, un cognome fiorentino attestato fin dal XIII secolo, che un tempo risultava molto diffuso nella Toscana medievale, e che oggi è diventato progressivamente più raro. Il meccanismo che porta a questa rarefazione è lo stesso per tutti i casi elencati: se un cognome è portato da poche decine di famiglie, la sua sopravvivenza dipende esclusivamente dalla capacità di quelle famiglie di avere figli. La crisi demografica del nostro Paese, che già di per sé riduce il ricambio generazionale, aggrava ulteriormente la situazione, soprattutto per quei ceppi genealogici storicamente radicati in una sola provincia, legati a un’unica tradizione dialettale o a una comunità molto specifica.
Perché i cognomi “di territorio” sono i primi a sparire
La mobilità geografica, poi, disperde i nuclei familiari residui, allontanando i pochi discendenti dalle zone d’origine. E laddove un tempo un cognome resisteva perché concentrato in pochi comuni, oggi chi lo porta si sposta altrove per lavoro o per studio, si amalgama con altre realtà sociali e spesso, senza una pressione consapevole a tramandare il nome, lo lascia cadere. I primi a non esserci più, avvertono i ricercatori, sono proprio i cognomi storicamente legati a piccole comunità: quelli che non hanno mai varcato i confini di una valle, di un borgo o di una cerchia ristretta di parentele. Non si tratta, beninteso, di un fenomeno nuovo in assoluto, ma l’attuale calo delle nascite ne ha accelerato la velocità in maniera impressionante.
Pensiamo a Cantarutti, per esempio, o a Diotallevi: cognomi che evocano soprannomi, mestieri antichi, persino forme di devozione popolare. Ognuno di loro racconta una microstoria, fatta di contratti agricoli, di ruoli all’interno di una curia, di botteghe artigiane ormai scomparse. E quando l’ultimo dei portatori muore senza lasciare eredi diretti, quella parola smette semplicemente di essere pronunciata. Non c’è una cerimonia, non c’è un registro che sancisce l’evento: c’è solo l’assenza. Il lavoro di MyHeritage, in questo senso, ha il merito di restituire un volto a un’erosione per lo più invisibile, mettendo in fila i tredici cognomi a rischio in ordine alfabetico — e tra loro, oltre ai già citati, compaiono altre realtà ugualmente fragili, ancora portate da poche decine di individui.
Non solo radici, ma anche assenze illustri
C’è, in questa lista, anche un piccolo gruppo di cognomi che potremmo definire “vip”, nel senso che sono stati resi celebri da personaggi dello spettacolo o della cultura. Eppure, nemmeno una certa notorietà riesce a invertire la tendenza: se chi porta quel nome decide di non avere figli, o ne ha pochi e tutti di sesso femminile (con l’attuale disciplina che non prevede più l’obbligo di trasmissione del solo cognome paterno), ecco che la catena si interrompe ugualmente. La crisi demografica, insomma, non cancella solo le culle: assottiglia anche pezzi di memoria familiare, quelli fatti di lasciti immateriali, di appartenenze territoriali, di echi medievali che nessuna legge può costringere a restare in vita. Il destino dei cognomi è forse il più silenzioso tra i segni del nostro tempo, e le tredici parole che rischiano di sparire sono altrettante finestre su un’Italia che non c’è più.




