Crisi demografica, l'Italia perde colpi: solo Rimini resiste
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Redazione Interno
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Mentre l’Italia affronta una delle sue più profonde crisi demografiche, i dati Istat relativi al primo semestre del 2025 confermano, senza lasciare adito a dubbi, un trend negativo che si protrae ormai da anni. Nel Paese, infatti, sono stati registrati appena 166.051 nuovi nati, un crollo di oltre 12.000 unità – pari a un preoccupante -7,5% – se paragonato allo stesso periodo del 2024. Questo declino, che procede inesorabile, sarebbe ancor più marcato senza il contrappeso rappresentato dall’arrivo di nuovi residenti dall’estero, i quali, seppur in numero consistente, riescono solo in parte a tamponare un’emorragia che sembra non arrestarsi.
In controtendenza rispetto al panorama nazionale, la riviera romagnola offre uno spunto di riflessione inatteso. La città di Rimini, infatti, si distingue per una sua vitalità demografica, sebbene il suo caso appaia come un’eccezione che conferma una regola ormai tristemente consolidata. Tuttavia, persino questo lembo di costa, notoriamente associato a gioventù e divertimento, non è immune dal fenomeno più ampio dell’invecchiamento progressivo della popolazione, un dato che solleva interrogativi impellenti sulle future politiche pubbliche.
Proprio l’Emilia-Romagna, nonostante la relativa tenuta di alcuni suoi centri, riflette in pieno la gravità della situazione a livello macro. Secondo le proiezioni del demografo Gianluigi Bovini, la regione è destinata a scendere nel 2025 al di sotto della soglia dei 26.000 nati, con una perdita netta di circa 2.000 bambini rispetto all’anno precedente. I numeri Istat, d’altronde, già fotografano una flessione dell’8,4% nei primi sei mesi, un dato che il esperto non esita a definire «a valanga», sottolineando l’inefficacia degli strumenti di sostegno finora messi in campo.




