Un sabato di fuoco per i soccorritori dolomitici tra incidenti e malori sulle piste
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Redazione Interno
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Il sabato che ha appena lasciato il posto alla domenica si è rivelato, com'era prevedibile in una fase di pieno afflusso turistico, una giornata di lavoro intensissimo per i nuclei di soccorso alpino e per il Suem dell'Ulss 1 bellunese, i cui mezzi hanno solcato più volte il cielo delle Dolomiti. Gli elicotteri “Falco 1” e “Falco 2” sono stati infatti chiamati a decollare in cinque distinte occasioni nel giro di poche ore, a testimonianza di quanto il territorio, magnetica attrazione per sciatori ed escursionisti, possa celare insidie e richiedere, in caso di necessità, un intervento rapido e coordinato. Si trattava, nella maggior parte dei casi, di persone colte da malore mentre erano impegnate nelle discese sugli sci, episodi che hanno portato a una mobilitazione generalizzata dei servizi di emergenza. La sequenza di chiamate al 118, d’altronde, non ha concesso tregua agli operatori, impegnati a valutare la gravità di ogni singola situazione e a diramare gli allarmi più appropriati per garantire soccorsi tempestivi.
La caduta in Val di Gares e il soccorso fortuito
Tra gli episodi di maggiore rilievo, che ha visto protagonisti i volontari del Soccorso alpino, ve n'è uno occorso nella giornata di domenica in Val di Gares, nel comune di Canale d’Agordo. Un alpinista austriaco, un uomo di 36 anni, è scivolato ai piedi della cascata di ghiaccio denominata “Tre per Tre”, rotolando poi per una lunghezza stimata di circa ottanta metri lungo il pendio gelato. La dinamica dell’incidente, che si è consumata sotto gli occhi del compagno di cordata, ha immediatamente allarmato quest'ultimo, il quale ha prontamente attivato la catena dei soccorsi. La particolarità della situazione risiede nel fatto che, casualmente, due soccorritori volontari si trovavano già nelle immediate vicinanze del luogo dello scivolone, potendo quindi raggiungere l’infortunato in tempi brevissimi e prestargli le prime cure mentre veniva organizzato l’intervento dell’elisoccorso.
L'elitrasporto verso la struttura ospedaliera
L’arrivo dell’elicottero “Falco 2” sul posto, coordinato dalla Stazione del Soccorso alpino della Val Biois, ha permesso di completare le operazioni di recupero in condizioni ambientali non semplici, date le caratteristiche del terreno. L’alpinista, dopo essere stato stabilizzato e immobilizzato dai volontari giunti per primi, è stato quindi trasportato d’urgenza all’ospedale di riferimento per i traumi di una certa entità. Le condizioni del 36enne, al momento dell’elitrasporto, facevano sospettare un trauma addominale, patologia che richiede accertamenti diagnostici immediati e una valutazione specialistica approfondita. L’intera operazione, nonostante la complessità dettata dalla morfologia del luogo, si è dunque conclusa con il trasferimento del paziente verso un centro attrezzato per la gestione di tali emergenze.
Il bilancio di una mattinata ad alta intensità
Questo episodio, sebbene sia il più recente e dettagliato, rappresenta solo uno dei tanti che compongono il mosaico di interventi condotti durante il fine settimana dagli uomini e dalle donne del soccorso in montagna. La loro azione, che si dipana tra le pareti rocciose e i canaloni ghiacciati così come sulle piste battute, dimostra una preparazione costante e una capacità di reazione che non conosce sosta, soprattutto nei periodi di massima pressione turistica. La sinergia tra il Suem, con la sua flotta di elicotteri, e le diverse stazioni del Soccorso alpino sparse sul territorio costituisce un elemento fondamentale per la sicurezza di chi, per passione o sport, sceglie di frequentare le vette bellunesi, aree di incomparabile bellezza ma che nascondono, inevitabilmente, dei rischi. La catena di allarme, partita dal compagno di avventura dell’austriaco, ha funzionato in maniera esemplare, coinvolgendo prima i volontari casualmente presenti e poi i mezzi aerei, in una sequenza operativa che ha ottimizzato i tempi di risposta.




