Mercato immobiliare verso il 2026: famiglie tengono, investimenti corrono e affitti salgono

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il settore immobiliare italiano, dopo un periodo di assestamento, si avvia verso il prossimo anno con dinamiche contrastanti ma delineate, le quali vedono da un lato la tenuta delle famiglie negli acquisti e dall’altro una decisa ripresa degli investimenti istituzionali. I dati sul primo semestre del 2025, seppur confermando il ruolo centrale dei nuclei familiari – protagonisti del 67,2% delle transazioni attraverso le agenzie – non possono nascondere un calo complessivo delle compravendite, che si attestano su livelli minimi storici. Una contrazione, questa, che non intacca però la propensione all’investimento, poiché molti acquisti, in un contesto di prezzi non ancora esplosi, vengono compiuti con l’obiettivo di destinare l’immobile alla locazione turistica o a lungo termine, segnalando una strategia difensiva contro l’inflazione e la ricerca di rendite.

Il motore retail e la crescita degli investimenti

A trainare il mercato, secondo le analisi di JLL Italia, è stato soprattutto il segmento retail, il quale ha contribuito in maniera decisiva a portare gli investimenti complessivi del 2025 a quota 12,5 miliardi di euro, con un incremento del 16% rispetto all’anno precedente. Tale risultato, che riporta il settore vicino ai massimi storici, è frutto di un panorama sempre più articolato, dove alle operazioni tradizionali si affiancano acquisizioni di terreni e operazioni di share deal, attirando un capitale sia nazionale che internazionale. Questa liquidità, mentre da una parte sostiene il mercato delle locazioni commerciali, dall’altra indirettamente influisce sul residenziale, spingendo la valorizzazione di interi quartieri e, di conseguenza, i canoni.

Lo scenario dei prezzi e la domanda di affitto

Proprio il capitolo affitti si preannuncia come il più critico per il 2026, con previsioni che indicano un’ulteriore salita dei canoni, alimentata da una domanda che continua a fronteggiare un’offerta ridotta. Come sottolinea la responsabile dell’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, Letizia Megliola, “i canoni di locazione dovrebbero continuare a salire grazie a una buona domanda che, ancora una volta, fronteggerà una minore offerta”. Un fenomeno che sarà particolarmente marcato, prosegue l’analista, “nelle città con elevata presenza di turisti e il cui mercato non sia saturo e laddove ci siano immobili lasciati vuoti per volontà dei proprietari”, una pratica che contribuisce a restringere il già esiguo parco abitativo disponibile.

Le prospettive per gli acquisti

Per quanto riguarda le compravendite, gli esperti si attendono un lieve rialzo dei prezzi delle case, concentrato soprattutto nelle grandi città, il quale tuttavia non dovrebbe frenare il numero delle transazioni, stimato in crescita rispetto al 2025. La motivazione risiede nella natura duale della domanda: accanto a chi acquista per necessità abitative primarie, si consolida infatti la figura dell’investitore privato, il quale, in assenza di alternative ritenute altrettanto solide, considera l’immobile uno strumento per preservare il capitale. Si delinea così un mercato a due velocità, dove la quotidianità delle famiglie che cercano una casa si interseca con strategie finanziarie più ampie, in un quadro generale che, pur mostrando segnali di vitalità, non cancella le criticità strutturali legate alla disponibilità e all’accessibilità economica degli alloggi, specialmente per le fasce più giovani della popolazione.

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