Oro, argento e miniere al galoppo: il rally è destinato a continuare?

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Mentre il 2025 si conferma un anno di profonde divergenze per le commodity, i metalli preziosi continuano la loro corsa sfrenata, trainati da un mix di instabilità geopolitica e dalle attese di un allentamento della politica monetaria della Federal Reserve, la cui direzione è ora influenzata dalla rielezione di Donald Trump alla Casa Bianca. Oro e argento, considerati tradizionali beni rifugio, beneficiano di un clima d’incertezza che, al contrario, penalizza fortemente altre materie prime; gas, petrolio e prodotti agricoli segnano infatti il passo, risentendo di una domanda globale più fiacca e di una volatilità che spinge molti investitori a cercare protezione altrove.

In questo contesto, si inserisce una operazione finanziaria di primo piano che sta ridisegnando gli assetti del sistema creditizio italiano. Banca Monte dei Paschi di Siena ha ufficializzato la riapertura dei termini della sua opas totalitaria su Mediobanca, della durata di cinque giorni, dopo che i risultati definitivi hanno confermato l’adesione del 62,3% del capitale sociale della merchant bank. Un risultato che, seppur ampio, non basta ancora a sancirne il pieno controllo.

L’istituto senese, infatti, punta ora a raggiungere la quota dell’80% nella fase di riapertura, per poi lanciare un’opa residuale obbligatoria sul restante 20% del capitale. L’investimento complessivo, stimato in circa 2,62 miliardi di euro, è stato definito dal presidente di Unimpresa, Giuseppe Spadafora, un «investimento strategico» per Mps, cruciale per il suo percorso di ritorno a una piena operatività e per il delisting di Mediobanca dal listino.

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