Oro, il rally non si ferma: nuovi record sulle attese per i tassi Usa

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L'oro, che non accenna ad arrestare la sua corsa, ha infranto un ulteriore muro, spingendosi a toccare un inedito record storico sui mercati internazionali. Nella giornata di martedì 23 settembre, il metallo prezioso ha infatti raggiunto la quota di 3.759,02 dollari l'oncia nel listino spot, un livello mai visto prima, mentre i future hanno addirittura sfiorato i 3.794 dollari. Questo rally, che prosegue ormai da diverse sessioni, si inserisce in un contesto finanziario particolare, dove le borse mostrano segnali di incertezza e il dollaro, pur tentando un rimbalzo, non riesce a imporsi con forza. A trainare la domanda, come evidenziano gli analisti, sono principalmente le aspettative di un ulteriore allentamento della politica monetaria da parte della Federal Reserve.

Il movimento rialzista, del resto, non è un episodio isolato ma la continuazione di un trend ben consolidato. Già nella settimana precedente, successiva all’atteso appuntamento con la banca centrale americana, il prezzo del bene rifugio per eccellenza aveva aggiornato i suoi massimi, sfiorando i 3.740 dollari a Londra. Un dinamismo, questo, che ha coinvolto anche l’argento, il quale nella stessa sedute di lunedì 22 ha toccato i 43,86 dollari, livello più alto degli ultimi quattordici anni. La spinta propulsiva sembra quindi duplice, alimentata da un lato da un umore di mercato cauto – legato anche a persistenti tensioni geopolitiche – e dall’altro dalla speranza concreta in nuovi tagli dei tassi d'interesse statunitensi.

Proprio le mosse della Fed rappresentano il fulcro attorno al quale ruotano le strategie degli investitori. L’indebolimento del biglietto verde, con l’euro-dollaro che si attesta intorno a 1,1792, crea infatti un terreno fertile per le commodity denominate in dollari, rendendole più appetibili. Gli operatori, ora, guardano con attenzione al prossimo discorso pubblico del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, da cui si attendono indicazioni più chiare sulla direzione della politica monetaria. Se da un punto di vista tecnico alcuni indicatori, come l’RSI giornaliero, segnalano condizioni di ipercomprato e una possibile divergenza ribassista, l’impulso fondamentale appare al momento predominante, spingendo i trader a testare nuovi obiettivi rialzisti, individuati potenzialmente attorno alle aree di 3.730 e 3.760 dollari.

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