Errori e atteggiamento: il Milan non impara, e la difesa paga

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Per l’ennesima volta, il Milan ha regalato alla cronaca sportiva un post-partita amaro, costellato di errori definiti "da ragazzini" dallo stesso Sergio Conceiçao. Ma a questo punto, elencare ancora gli svarioni di Musah – che giocare titolare a San Siro sembra ormai una forzatura – o la superficialità di Theo Hernandez, superato da Dodô come se fosse un esordiente, serve a poco. C’è un dettaglio, però, che va oltre la tecnica: il vice capitano rossonero, con 255 presenze all’attivo, ha preferito litigare con un avversario invece di seguire l’azione, lasciando spazio alla Fiorentina che ha creato pericolo proprio dal suo lato. Un atteggiamento che, senza scendere in volgarità, difficilmente si può commentare con toni pacati.

Come direbbe Jack Sparrow, "il problema non è il problema, ma il modo in cui lo affronti". E Conceiçao, arrivato per risollevare una stagione deludente – eccezion fatta per la Supercoppa Italiana – non sembra aver cambiato la mentalità della squadra. Alessandro Costacurta, intervenuto su Sky Sport, ha centrato il punto: "Il Milan non trova continuità perché manca la concentrazione per 90 minuti". Una diagnosi precisa, che spiega perché i rossoneri, noni in classifica e fuori dall’Europa, continuino a ripetere gli stessi errori.

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