Rotterdam come Zagabria: il Milan non impara dagli errori

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Irrimediabile. Un aggettivo che, come ricorda la Treccani, descrive qualcosa "per cui non vi è alcun rimedio giovevole". E a questo punto della stagione, il sospetto che questa possa essere la parola-simbolo del Milan 2023-24 si sta trasformando in una certezza sempre più drammatica. Passano i mesi, si susseguono le partite, cambiano gli allenatori, ma la sostanza del Diavolo rimane immutata: una squadra che, nonostante i sussulti illusori e qualche risultato importante, fatica a trovare un’identità, un’anima che possa guidarla verso una direzione chiara.

Ieri sera, a Rotterdam, il Milan ha vissuto un’altra pagina di quella che sembra ormai una storia infinita di occasioni sprecate e approcci sbagliati. Contro il Feyenoord, i rossoneri hanno riproposto gli stessi errori già visti in altre partite europee, come quella di Zagabria. Un copione che si ripete, con una regolarità quasi sconcertante: occasioni create ma non concretizzate, gioco brillante ma poco incisivo, e una mancanza di intensità che, a certi livelli, si paga cara.

Non è un caso che Franco Ordine, nel suo commento per Il Corriere dello Sport, abbia sottolineato proprio questo aspetto: "A certi livelli europei, quello che conta non è l’estro e nemmeno la classe, ma l’intensità". Una riflessione che sembra cucita addosso al Milan di ieri sera, capace di mostrare lampi di qualità – come quelli di Rafael Leao, Christian Pulisic e del neoacquisto Santiago Gimenez – ma incapace di mantenere una pressione costante sul avversario.

Eppure, c’era chi aveva sperato in un cambiamento. L’esperimento del "Fab 4", con Joao Felix, Leao, Gimenez e Pulisic schierati insieme dall’inizio, aveva acceso le fantasie dei tifosi dopo la mezz’ora convincente contro l’Empoli. Ma a Rotterdam, quell’approccio offensivo non ha portato i frutti sperati. Anzi, ha lasciato spazio a dubbi: forse, un 4-4-2 più equilibrato avrebbe potuto dare maggiore solidità alla squadra, evitando di esporla troppo in fase difensiva.

Parallelamente, anche l’Atalanta ha inciampato in Belgio contro il Brugge, in un’altra partita che ha visto un’italiana pagare cara la mancanza di concretezza. Curiosamente, entrambe le squadre hanno puntato su un ex per guidare il proprio attacco: Charles De Ketelaere per la Dea, Gimenez per il Milan. Due scelte che, almeno per questa sera, non hanno portato i risultati sperati.

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