Polverosi e Adani, un coro su Italia e Napoli: l'ossessione di Conte e la mancanza di fuoco
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Redazione Sport
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La sconfitta dell'Italia contro la Norvegia, che ha di fatto precluso alla nazionale azzurra la qualificazione al prossimo Mondiale, continua a generare un'analisi approfondita che va ben oltre il singolo risultato, scavando in quelle che appaiono come carenze strutturali. Alberto Polverosi, intervenendo a "Salite sulla giostra" su Stile TV, ha espresso una preoccupazione che definisce legittima, sottolineando come i segnali d'allarme fossero ben visibili già in precedenza: dalla figuraccia all'Europeo ai tre gol incassati a Oslo, senza dimenticare le quattro reti subite contro Israele. Secondo il giornalista, quella di ieri non è stata una semplice battuta d'arresto ma l'epilogo di un percorso costellato di prove insufficienti, dove una squadra come la Norvegia, che può contare su "un bel pezzo di Serie A", si è dimostrata di tre categorie superiore, organizzata e motivata al punto da spezzare un digiuno mondiale durato ventotto anni.
La diagnosi di Adani: oltre la tecnica
Sulla stessa lunghezza d'onda, seppur su un palcoscenico differente, le parole di Lele Adani durante una live Twitch con Antonio Cassano. L'ex difensore ha imbastito una diagnosi spietata, andando al cuore di ciò che mancherebbe al gruppo azzurro: "Non basta aver ricevuto la tecnica e la tattica per giocare a calcio". Adani ha elencato, come in una lista della spesa di valori negati, l'assenza di forza fisica, mentalità, spirito di gruppo e, soprattutto, consapevolezza. Un giudizio che si sposa con le impressioni emerse dal campo di gioco, dove la differenza, come ha spiegato il genoano Morten Thorsby, è stata tutta nel "fuoco dentro", un elemento che i norvegesi avevano e gli italiani, chiaramente, no.
Il paragone che brucia e la manovranza norvegese
A rendere ancor più amara la sconfitta per il pubblico italiano è stato constatare come proprio alcuni giocatori che ogni domenica si esprimono nel campionato nazionale abbiano contribuito in maniera decisiva al proprio naufragio. Dall'terzino del Torino Pedersen al centrocampista del Sassuolo Thorstvedt, passando per i genoani Thorsby e Ostigard – quest'ultimo già campione d'Italia con il Napoli – fino al bolognese Heggem, la Norvegia ha schierato una manovalanza di assoluta qualità, forgiata nella Serie A. Una constatazione che non fa che accentuare il paradosso di una squadra italiana sconfitta, in un certo senso, anche da sé stessa, o quantomeno dal proprio campionato, che ha plasmato gli artefici della propria eliminazione.
Polverosi: "Solo Conte per il Napoli"
In questo clima di riflessione tecnica e umana, Alberto Polverosi ha poi spostato il proprio sguardo sul Napoli, tracciando un parallelismo tra la crisi della nazionale e quella del club azzurro. Il giornalista, senza mezzi termini, ha indicato in Antonio Conte l'unica figura in grado di "rimettere a posto" la squadra partenopea. La sua argomentazione poggia su un tratto caratteriale preciso, definito "ossessione", un'attitudine mentale e un rigore che, a suo avviso, pochi altri possiedono allo stesso livello. Un'affermazione che, se da un lato sembra escludere altre soluzioni per il futuro del club, dall'altro enfatizza la necessità di un cambio di passo culturale, non dissimile da quello che la nazionale avrebbe disperatamente bisogno di intraprendere.




