Terrorizza San Lorenzo con pugni alle mamme, bloccato un 22enne

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Le sue erano aggressioni immotivate, improvvise come lampi in un cielo sereno, che hanno segnato per settimane la vita quotidiana di uno dei quartieri più vivi di Roma. Un ragazzo, un cittadino tunisino di ventidue anni senza un luogo dove stare, ha messo a segno una serie inquietante di violenze, concentrando la sua furia – fatta di pugni e schiaffi sferrati all’improvviso – soprattutto contro donne che avevano al seguito figli piccoli. L’episodio più recente, quello che ha catalizzato l’attenzione delle forze dell’ordine e scavato più a fondo nella paura dei residenti, ha visto come vittima una madre in bicicletta con il proprio bambino, colpita al volto con tale violenza da riportare una frattura. Il video dell’aggressione, diffuso poi in rete, ha mostrato con crudezza la dinamica, alimentando un passaparola costante tra la gente e riempiendo chat di messaggi allarmati, dove ormai da tempo si ripeteva, come un refrain angoscioso, che “qui ci scappa il morto”.

La trappola delle denunce e l’identikit di un volto noto

Quel giovane, i cui movimenti erano diventati familiari agli abitanti delle vie attorno a via dei Volsci, non era un estraneo per le pattuglie. Lo conoscevano, sia i poliziotti che i carabinieri, perché le segnalazioni su di lui si erano accumulate, formando un dossier di comportamenti minacciosi e di episodi concreti che, tuttavia, non avevano ancora portato a una risoluzione definitiva. Il quartiere, del resto, lo considerava già “il terrore di San Lorenzo”, una figura sinistramente riconoscibile che girava come se nulla fosse, pronta a esplodere in gesti di irrazionale violenza. La collaborazione tra le forze dell’ordine, che nei giorni scorsi avevano raccolto e incrociato le varie testimonianze, ha permesso di stringere il cerchio.

Il fermo e la paura che resti un’interruzione temporanea

L’azione conclusiva si è consumata ieri mattina, quando gli agenti lo hanno individuato mentre bighellonava in zona e lo hanno fermato. La sua condizione di senza fissa dimora e la natura delle sue azioni hanno portato, dopo l’identificazione e le formalità di legge, al suo ricovero in ospedale per un trattamento sanitario obbligatorio. Una misura che, se da un lato interrompe materialmente la sua capacità di nuocere, dall’altro non placa del tutto l’ansia di chi vive quelle strade. Il timore, infatti, è che si tratti solo di una pausa, e che una volta dimesso l’incubo possa facilmente riprendere, riportando quella sensazione di vulnerabilità che mamme e residenti hanno sperimentato sulla propria pelle.

Un caso parallelo di violenza domestica risolta con le misure cautelari

In un contesto del tutto diverso, ma ugualmente segnato dalla violenza ripetuta all’interno delle mura domestiche, i carabinieri di Frosinone hanno eseguito un’ordinanza cautelare ai danni di un uomo di quarantatré anni di Ceccano, ritenuto responsabile di maltrattamenti in famiglia. I fatti, che vedevano come vittime i genitori anziani dell’uomo, sono stati portati alla luce dalla loro stessa decisione di trovare il coraggio di sporgere denuncia. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Frosinone, su richiesta della procura, ha disposto per l’indagato una serie di misure stringenti: il divieto di avvicinarsi alla casa dei genitori, il divieto di soggiorno nel comune dove risiedono e l’applicazione del braccialetto elettronico, strumenti che mirano a porre fine a un incubo durato troppo a lungo e a garantire sicurezza ai due anziani.

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