Hamza, il 14enne che "terrorizza" Parigi con la pistola ad acqua: arresti, scherzi e il dibattito politico che divide la Francia
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Redazione Esteri
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Sta facendo discutere tutta la Francia la vicenda di un quattordicenne diventato virale sui social per una serie di “scherzi” in strada che hanno attirato l’attenzione delle autorità e dell’opinione pubblica. Il ragazzo, noto online come Hamza, è finito al centro di un acceso dibattito pubblico tra chi lo considera un semplice adolescente in cerca di visibilità e chi invece vede nei suoi comportamenti un segnale preoccupante di degrado sociale.
Le sue azioni, spesso riprese in video e poi diffuse online, hanno rapidamente fatto il giro dei social.
In più occasioni è stato immortalato mentre spingeva persone nei canali mentre prendevano il sole, spruzzava acqua contro passanti e ciclisti e provocava le forze dell’ordine con giochi d’acqua. In alcuni filmati si vede anche mentre si muove per le strade della capitale su uno scooter, svapando e mettendo in atto quelli che lui stesso definisce semplici scherzi.
Il "pedaggio" della dogana
Il soprannome che si è guadagnato sui social è “Hamza la Douane”, Hamza la dogana, perché la sua attività standard è fermare i passanti lungo il canale, chiedere due euro, e in caso di rifiuto scaricare loro addosso tutta la potenza del fucile ad acqua da lui imbracciato con grande orgoglio. «Come i doganieri che ti fermano a casa, in Algeria, ti chiedono un po’ di soldi, basta darglieli e riparti tranquillo», spiega sorridendo.
Il ragazzo dice di sé con grande soddisfazione «sono una star», e non si può dargli torto: star su Youtube, dove i video delle sue imprese hanno centinaia di migliaia di visualizzazioni, e star dei talk show televisivi.
La sua popolarità è tale che si parla regolarmente di lui nei notiziari televisivi ed è stato intervistato da diverse testate. In un dibattito televisivo è stato definito un "sintomo di un Paese allo sbando". La vicenda ha invaso rapidamente i social, arrivando nei dibattiti televisivi e sui principali media nazionali.
Il fronte giudiziario e i video che alimentano le accuse
Sul fronte giudiziario, la sua posizione è tutt’altro che irrilevante. Secondo quanto riportato da Le Figaro, il quattordicenne sarebbe stato arrestato con l’accusa di essersi impossessato del telefono di un’altra persona. Inoltre, secondo quanto riportato da CNews, risulterebbe fermato almeno dieci volte dalla polizia a partire da giugno 2025, anche per episodi legati a “atti di violenza di gruppo e vandalismo”.
Tra i video più controversi circolati online, uno mostra il ragazzo mentre si avvicina a due donne lungo un canale: una di loro gli chiede di fermarsi, ma lui la ignora e la spinge in acqua tra le risate degli amici.
In altri filmati appare mentre spruzza acqua contro un agente di polizia, oppure mentre prende di mira automobilisti e ciclisti, arrivando in alcuni casi a circondare le vittime insieme al suo gruppo. In un altro video, lo si vede avvicinarsi a una volante della polizia a Parigi e spruzzare acqua contro un agente. In un video particolarmente crudele, lo si vede guidare una folla di persone verso un ciclista a bordo di una bici Lime; il malcapitato è stato circondato dal numeroso gruppo e poi bagnato completamente con dell'acqua.
La difesa e le polemiche sulla famiglia
«Non faccio niente di male», si difende lui, «rinfresco le persone nelle giornate più calde, dovrebbero ringraziarmi. Mio padre lo sa e dice che non è grave, a mia madre ancora non l’ho detto. Vengo da sempre qui al canal Saint-Martin a fare il bagno, è la mia piscina (la balneazione è vietata, tranne casi eccezionali come in questi giorni)».
Hamza ha dichiarato ai media francesi di aver organizzato un finto "controllo doganale" lungo il Canal Saint-Martin, minacciando di bagnare i passanti con una pistola ad acqua se non gli avessero consegnato due euro: un espediente che gli è valso il soprannome di "La Douane", ovvero "la Dogana".
Non è solo il comportamento di Hamza ad aver fatto infuriare molti in Francia. "Cosa fanno i suoi genitori?" è una domanda che appare regolarmente nei commenti agli articoli sulle sue ultime bravate. Hamza sostiene che suo padre – che vive separato dalla madre – sia contento che lui vada in giro per le strade: «Mi lascia stare perché sa che non faccio nulla di male. Tutto ciò che faccio è bagnare la gente e, di tanto in tanto, la polizia».
Tale affermazione è stata confermata dalle dichiarazioni rilasciate dal padre (di cui non è stato reso noto il nome) a una testata parigina; l'uomo ha insistito sul fatto che Hamza sia un "bravo ragazzo" che "non fa del male a nessuno". La madre, interpellata sul comportamento del figlio, ha sostenuto che qualsiasi critica rivolta ad Hamza fosse di natura "razzista".
La strumentalizzazione politica e il dibattito nazionale
Per l’estrema destra, Hamza è il simbolo della gioventù perduta di origine maghrebina, la prova che a Parigi e in Francia l’autorità è scomparsa e che i ragazzini, specie quelli di origine straniera, non hanno idea di come ci si dovrebbe comportare in un Paese civile, nelle giornate di caldo straordinario come dopo le vittorie del Paris Saint-Germain e della nazionale francese, regolarmente accompagnate da disordini e incidenti.
Per la sua avvocata Elsa Marcel e per l’estrema sinistra, Hamza è invece il simbolo del razzismo di una parte della società francese, pronta a perdonare le ragazzate dei vari Jean-Louis o Philippe-Alexandre ma non di Hamza e della sua banda, franco-algerini che vivono nel XX arrondissement, al limite estremo della capitale, a ridosso della famigerata banlieue.
Esponenti politici (soprattutto della destra) hanno preso il 14enne come simbolo del fallimento del sistema giudiziario, denunciando la "mancanza di autorità" e l'impossibilità di trattenere in carcere i minori, che vengono quasi subito rilasciati e riaffidati alle famiglie. Molti critici hanno accusato i grandi talk show francesi di irresponsabilità per aver invitato il ragazzo in studio, trasformando un bullo minorenne in una "celebrità" e glorificando i suoi comportamenti illegali per fare ascolti.
Di fronte alla valanga di insulti online, spesso a sfondo razzista, i genitori di Hamza si sono esposti pubblicamente annunciando denunce legali e puntando il dito contro la pericolosa sovraesposizione mediatica subita dal figlio.
Né ragazzino un po' troppo gioioso vittima della cattiveria degli adulti, né criminale vero, Hamza è diventato suo malgrado una specie di fenomeno da baraccone, e un nuovo pretesto della guerra ideologica su identità francese e insicurezza che sarà alla base della corsa per l’Eliseo del 2027. Ma fa un po’ pena vederlo fiero delle sue bravate e del suo controverso successo, e più che di polizia, magistrati, avvocati e ideologi di destra e sinistra, Hamza avrebbe forse bisogno di assistenti sociali, per adesso assenti dal dibattito.




