Lusiana Conco, fermato il 23enne accusato di aver ucciso Stefano
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Redazione Interno
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Un giovane di Cartigliano, di ventitré anni, è stato raggiunto da un ordine di custodia cautelare agli arresti domiciliari, su disposizione dell’autorità giudiziaria, per la morte di Stefano Angonese, il tredicenne investito e ucciso nella serata di domenica a Lusiana Conco. L’accusa, gravissima, che gli viene contestata è quella di omicidio stradale, aggravata dalla circostanza della fuga immediatamente successiva al fatto, senza che il conducente si sia nemmeno fermato a prestare il minimo soccorso ai ragazzi colpiti.
L’episodio, che ha gettato nell’orrore la piccola frazione di Tortima, sull’Altopiano dei Sette Comuni, risale alle 22.30 di due giorni fa, quando Stefano, che stava passeggiando a piedi insieme a un coetaneo non lontano dalla propria abitazione, è stato travolto con violenza da un’autovettura. I soccorsi, sebbene tempestivi e arrivati sul posto con il personale medico del Suem 118, non hanno potuto nulla per salvarlo, mentre l’amico che era con lui ha riportato, fortunatamente, lesioni di lieve entità, valutate come guaribili in appena una settimana.
Le indagini dei carabinieri della compagnia di Bassano del Grappa, che hanno condotto all’identificazione e al fermo del presunto responsabile in meno di ventiquattr’ore, si sono rivelate decisive e hanno fatto perno su un elemento probatorio cruciale: il ritrovamento, a poca distanza dal punto dell’impatto, di un copri-specchietto laterale di colore grigio, subito riconosciuto come compatibile con i modelli di Volkswagen Golf. Quel frammento, abbandonato sul ciglio della strada, ha rappresentato la prima, fondamentale pista che ha permesso di risalire al veicolo coinvolto e, di conseguenza, al suo proprietario.




