Ritorna il ravvedimento speciale per regolarizzare i debiti fiscali dal 2019 al 2023
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Redazione Economia
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Con l’approvazione in Commissione Finanze della Camera del decreto Fisco, torna in campo il ravvedimento speciale, uno strumento che di fatto rappresenta una sanatoria per i contribuenti in ritardo con i pagamenti. La misura, già sperimentata nel 2023, è legata al Concordato preventivo biennale e permetterà a lavoratori autonomi e professionisti di sanare in modo agevolato le imposte non versate tra il 2019 e il 2023.
Non mancano, però, le polemiche. Se da un lato la Cgia definisce l’intervento «una buona occasione», dall’altro la segretaria della Cgil Veneto, Tiziana Basso, lo bolla come «una vergogna» per chi, come dipendenti e pensionati, paga regolarmente le tasse. Il provvedimento, che divide categorie e sindacati, riapre il dibattito sull’equità del sistema fiscale.
Intanto, in Veneto, sono già 25 mila le imprese che hanno aderito al precedente accordo volontario con l’Agenzia delle Entrate. Ora, con il nuovo decreto, si ripropone la formula del Concordato preventivo per il biennio 2025-2026, accompagnato da una nuova sanatoria per chi vi aderisce.




