L’Ue valuta l’acquisto di Patriot dagli Usa per l’Ucraina dopo le mosse di Trump
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Redazione Esteri
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La decisione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di sospendere temporaneamente parte delle forniture militari all’Ucraina, annunciata giovedì senza preavviso, ha spinto i Paesi europei a riconsiderare le proprie strategie. Sebbene Trump abbia poi lasciato intendere, sabato, che Washington potrebbe comunque inviare sistemi di difesa aerea – inclusi i Patriot –, l’incertezza ha rafforzato la convinzione che l’Unione europea debba accelerare sul riarmo condiviso e sugli aiuti a Kiev.
La Germania, in particolare, sta valutando l’ipotesi di acquistare direttamente dagli Stati Uniti i sistemi antiaerei per poi trasferirli all’Ucraina, aggirando così le eventuali esitazioni americane. Un approccio che rispecchia la crescente frustrazione europea di fronte alle oscillazioni di Trump, il quale, pur dichiarando di voler “proteggere i cieli di Kiev”, ha creato tensioni con il Pentagono dopo il blocco iniziale alle consegne.
La Danimarca, che dal primo luglio presiede il Consiglio dell’Ue, ha posto il tema in cima all’agenda, ma i progressi restano lenti. L’urgenza, tuttavia, è tangibile: i raid russi di ieri, con oltre 500 missili e droni lanciati in un solo giorno, hanno dimostrato la vulnerabilità ucraina. Non a caso, Volodymyr Zelenskij ha definito “fruttuoso” il colloquio telefonico con Trump, durante cui si è discusso di un potenziamento delle difese aeree, inclusi i Patriot e gli Stinger
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