Salmo e il suo "Ranch": un disco che taglia come un coltello"
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Maurizio Pisciottu, meglio noto come Salmo, ha scelto di tornare alle origini, fisicamente e musicalmente. Dopo quindici anni a Milano, città che gli ha regalato successo ma anche situazioni ai limiti della sicurezza, il rapper ha fatto le valigie per rifugiarsi in Sardegna, nella sua tenuta in Gallura. Un cambio di vita radicale, che ha ispirato "Ranch", il suo nuovo album in uscita il 9 maggio. Un lavoro che, più che una semplice raccolta di brani, sembra un atto di liberazione: un coltello affilato in un mondo abituato a combattere a mani nude.
Ascoltare "Ranch" in anteprima fa venire una certa invidia per chi, a sedici anni, potrebbe assorbirlo con quella voracità tipica dell’adolescenza, quando la musica ti entra sotto pelle e ti modella. È un disco che avresti voluto avere come riferimento, come mappa o come sfogo, in un momento in cui tutto sembra definitivo. Salmo, che ha appena compiuto quarant’anni, lo ha concepito lontano dai riflettori, in quel silenzio sardo che gli ha permesso di scavare dentro se stesso. Non a caso, il titolo evoca un rifugio, un posto dove riconnettersi con l’essenziale, lontano dal caos.
L’artista, che ha rifiutato un milione di euro per partecipare a "X Factor" – "avrei pianto in diretta", ha spiegato – sembra aver trovato nella sua terra la chiave per un nuovo equilibrio. Un percorso non semplice, come racconta lui stesso: a Milano ha vissuto momenti difficili, e per prepararsi alla seconda stagione di "Blocco 181" si è autoisolato a Torino, uscendo di notte con una barba incolta per calarsi nel personaggio. Esperienze che hanno lasciato il segno, e che ora riaffiorano in un album dove ogni traccia, come "Numeri Primi", sembra un tassello di un puzzle personale.




