Incendio doloso a Punta Molentis, cenere e devastazione nella perla del Sarrabus
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Redazione Interno
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Cento ettari di macchia mediterranea ridotti in cenere, auto carbonizzate abbandonate sull’arenile, un paesaggio stravolto dal fuoco che in pochi minuti ha cancellato anni di storia naturale. Quello che è accaduto a Punta Molentis, gioiello del litorale di Villasimius, non è un semplice incendio ma un atto deliberato, come lasciano intendere le prime indagini. Le fiamme, divampate con violenza inaudita, hanno colto di sorpresa centinaia di bagnanti, costretti a una fuga disperata verso il mare, dove motovedette e imbarcazioni private li hanno tratti in salvo. Altri sono stati evacuati via terra, tra il panico e il fumo che oscurava il sole.
Mentre i vigili del fuoco lavorano per domare un nuovo focolaio rilevato oggi, il Corpo forestale è impegnato su più fronti: a Villasalto, Villacidro e Cardedu, dove altri roghi stanno mettendo a dura prova i mezzi aerei dispiegati dalle basi di Pula e San Cosimo. A Borore, nella campagna di Uazzu, un elicottero della base di Bosa supporta le operazioni di spegnimento. Intanto, dopo ore di tensione, la statale 125 ha riaperto al traffico, mentre la spiaggia di Punta Molentis rimane chiusa, ferita da una devastazione che non si misura solo in danni materiali.




