Hong Kong, le immagini del drone mostrano la devastazione dopo l'incendio
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Redazione Esteri
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Le immagini aeree, catturate dai droni che sorvolano la desolazione di Wang Fuk Court, raccontano una storia di distruzione che le parole faticano a contenere. I prospetti anneriti delle sette torri residenziali, situate nel distretto settentrionale di Tai Po, portano i segni inequivocabili del violento passaggio delle fiamme, che la scorsa settimana hanno stravolto per sempre quello che era un normale complesso abitativo. Il bilancio, ancora provvisorio mentre le squadre di soccorso continuano il loro meticoloso e straziante lavoro, ha raggiunto le 151 vittime accertate, un numero che colloca questa tragedia tra le più gravi nella storia recente della città. Le autorità, dopo aver completato le ispezioni in cinque degli edifici, concentrano ora gli sforzi nelle due torri rimaste, la Wang Sun House e la Wang Cheong House, quest'ultima indicata come l’epicentro originario del rogo, dove le operazioni proseguono senza sosta tra cumuli di macerie e strutture pericolanti.
Le indagini e gli arresti per omicidio colposo
Parallelamente alle attività di spegnimento e di ricerca, si è mossa con decisione anche la polizia di Hong Kong, la quale ha reso noto di aver effettuato tredici arresti in relazione alla sciagura. Chan Tung, responsabile del dipartimento Criminalità e Sicurezza, ha illustrato come sia stata "immediatamente avviata un'approfondita indagine per omicidio colposo", un percorso investigativo che, nei primi giorni, ha condotto al fermo di "un totale di 13 persone, tra cui 12 uomini e una donna". L’ipotesi di reato, dunque, si orienta verso la valutazione di possibili negligenze o condotte imprudenti che potrebbero avere contribuito all’innesco o alla propagazione di un incendio di tali proporzioni, anche se le cause precise restano al centro delle verifiche degli inquirenti, i quali non hanno fornito ulteriori dettagli sull’identità o sui ruoli degli arrestati.
Il recupero delle vittime nei punti più estremi
La gravità dell’evento e la sua dinamica caotica emergono anche dalla dislocazione dei ritrovamenti effettuati dalle squadre specializzate. Gli agenti dell’Unità di Identificazione delle Vittime di Disastri, infatti, operano in uno scenario che va ben oltre i confini degli appartamenti, avendo rinvenuto corpi di residenti in luoghi come le trombe delle scale e sui tetti degli edifici. Questi ritrovamenti, che qualcuno ha definito strazianti, suggeriscono i tentativi disperati di fuga intrapresi dalle persone durante l’avanzare dell’incendio, spinte a cercare una via di scampo salendo verso l’alto quando le vie di uscita ordinarie erano ormai bloccate dal fumo e dalle fiamme. Il lavoro di riconoscimento e di recupero, condotto con rispetto in ogni angolo del complesso, procede quindi in queste aree periferiche ma cruciali per ricostruire gli ultimi momenti di vita di molti.
Un quadro in lento, doloroso aggiornamento
La conta definitiva delle vittime, che al momento si attesta a 151 unità, rimane suscettibile di variazioni mentre le operazioni di perlustrazione giungono a compimento nelle due torri ancora da ispezionare interamente. Ciascuno di questi ritrovamenti aggiunge un tassello a un mosaico di sofferenza che ha colpito nel profondo l’intera città, la quale osserva attonita le immagini della devastazione. Le indagini della polizia, d’altro canto, seguono il loro corso giudiziario, tentando di accertare le responsabilità, se esistono, dietro a una tragedia che ha mostrato tutta la sua vulnerabilità in un denso agglomerato urbano. Il percorso verso una qualche forma di chiarimento, sia tecnico che legale, appare ancora lungo, mentre il fumo si è ormai dissolto lasciando solo il ricordo bruciante di ciò che è accaduto.




